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Vaccino anti-Covid, il piano nazionale: 80% di italiani protetti entro settembre

Entro marzo 300 mila somministrazioni al giorno e da metà aprile fino a 500 mila. Termine campagna a fine ottobre.

(red.) Procedere a spron battuto con la campagna di vaccinazione di massa anti-Covid e con l’obiettivo di terminare la somministrazione in tutta Italia entro la fine di ottobre, nel momento in cui si prevede che almeno l’80% dei cittadini che vorranno farlo saranno protetti. Questo è quanto si prefigge di raggiungere il piano nazionale (qui disponibile) diffuso l’altro giorno, sabato 13 marzo, dal commissario all’emergenza Covid-19, il generale Francesco Figliuolo. E la volontà, compatibilmente con le dosi che saranno disponibili, è di arrivare a somministrare 500 mila dosi al giorno a partire dalla seconda metà di aprile.

Lo ha annunciato lo stesso generale ieri sera, domenica 14 marzo, collegandosi in diretta tv con Che tempo che fa, il programma condotto da Fabio Fazio. Figliuolo ha sottolineato la necessità di accelerare e di arrivare a settembre con l’80% degli italiani vaccinati. In effetti, al momento sono 2 milioni gli italiani completamente protetti, cioé quelli che hanno ricevuto le due dosi tra la prima e il richiamo. Accelerare la campagna vuol dire, ha detto ancora il generale, arrivare ad effettuare almeno 300 mila somministrazioni al giorno nell’ultima settimana di marzo e poi, appunto, fino a 500 mila. Tutto questo, basato sull’obiettivo di un totale di 242 milioni di dosi entro il 2022 e di cui 52 milioni sono previste in arrivo nel periodo compreso tra aprile e giugno, insieme anche ai vaccini che al momento non hanno ancora ottenuto il via libera dell’Ema (l’Agenzia europea dei medicinali) e dell’Aifa (l’Agenzia italiana del farmaco).

E a fronte del fatto che c’è una possibilità di riduzioni di dosi di AstraZeneca, si potrebbe puntare sulla produzione più elevata di Pfizer. In ogni caso, come detto, dal punto di vista della platea di italiani, l’obiettivo è di arrivare già al 60% di vaccinati entro il 28 luglio e all’80% entro il 20 settembre sfruttando più di 1.700 centri di somministrazione. Un piano, quello diffuso sabato, che riguarda anche i vaccinatori. Tra 44 mila medici di medicina generale, 60 mila odontoiatri, medici specializzandi, quelli sportivi e del lavoro, oltre agli ambulatoriali, pediatri e su chiamata, si prevede di arrivare a 120 mila, ma addirittura si potrebbe anche più che raddoppiare, con 250 mila vaccinatori.

Nel frattempo, però, resta il dibattito connesso ad AstraZeneca, dopo alcuni decessi sospetti in Italia e che hanno portato, anche nel bresciano, a sequestrare il lotto ABV2856. Ma in questo senso è intervenuta l’Aifa. “C’è molta emotività e lo ricordo già ai tempi dell’influenza con la sospensione della vaccinazione – dice Giorgio Palù presidente dell’Agenzia italiana del farmaco – e poi si dimostrò che quelle morti non erano correlate. Questo è un allarme ingiustificato. Il vaccino è sicuro, ci sono state 15 trombosi e 22 embolie su 17 milioni di vaccinati in Europa e in Gran Bretagna. Non c’è nessuna correlazione sinora dimostrata, se non una relazione temporale, tra la vaccinazione e l’evento nefasto”.

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