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Coronavirus a Brescia, “picco è stato raggiunto. Ora inizierà la discesa”

E' la previsione dell'ingegnere padovano Alberto Gerli che finora ha sempre azzeccato tutti i dati statistici.

(red.) La giornata di ieri, domenica 14 marzo, è stata l’ennesima in cui nel bresciano, dal punto di vista del contagio da nuovo coronavirus e spinto dalla variante inglese, si sono superati i 1.000 nuovi casi positivi. Un dato che ha portato la provincia al quarto posto in Italia per il numero di nuovi casi di contagio in un giorno. Ma sul fronte della curva, ci sono indicazioni che lasciano lo spazio per qualche segnale di speranza. Infatti, la curva del contagio ormai da qualche settimana non è più in crescita esponenziale e probabilmente sta iniziando la discesa. Forse anche per merito della zona arancione rafforzato posta sulla provincia, prima che in tutta la Regione Lombardia, dallo scorso 23 febbraio.

Tuttavia, anche se il contagio sta rallentando, la pressione sugli ospedali e purtroppo anche i deceduti resteranno alti, considerando il ritardo di 15 giorni rispetto al picco. Secondo gli esperti che hanno analizzato il fenomeno di questa terza ondata, che ha raggiunto Brescia in anticipo rispetto agli altri, si è registrata un’importante crescita nella seconda settimana di febbraio dopo essere partiti dalla prima e con il picco nella prima settimana di marzo.

Su questo fronte l’ingegnere padovano Alberto Gerli, indicato come punto di riferimento a livello statistico, prevede che il picco nel bresciano sia stato raggiunto e ora inizierà la discesa dei nuovi casi. Spinta sicuramente anche dalla zona rossa, nonostante lo stesso esperto ritenga che le restrizioni siano state adottate in modo tardivo. Dal punto di vista dei numeri, si prevede che il bresciano scenderà fino a poco più di 400 nuovi casi al giorno alla fine del mese e con un’incidenza inferiore rispetto ai 250 casi ogni 100 mila abitanti per il periodo di Pasqua. Guardando, invece, al livello nazionale il picco dovrebbe arrivare intorno al 20 marzo quando si prevedono fino a 35-40 mila nuovi casi in un giorno.

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