Coronavirus a Brescia, altri 17 morti. “Il picco è previsto alla fine di marzo”

Preoccupa la situazione in Valtrompia: a Lumezzane si sono registrati 52 casi in più in un giorno, è un record.

(red.) Gli oltre 1.100 nuovi casi positivi al nuovo coronavirus registrati anche ieri, giovedì 11 marzo, indicano come il contagio continui a circolare indisturbato nella nostra provincia di Brescia. E purtroppo, a fronte della pressione ospedaliera sempre più alta e connessa proprio ai nuovi casi, c’è chi non riesce a superare la malattia, spesso aggiunta a patologie preesistenti. Nella giornata di ieri nel nostro territorio si sono contate altre 17 vittime, anche se alcune di queste risalgono a febbraio. L’unico elemento più positivo in questo scenario è che l’aumento dei nuovi casi prosegue, ma non in modo esponenziale su base settimanale come nella seconda metà di febbraio.

Dal punto di vista dei nuovi casi di contagio, sono saliti a 181 i Comuni dove l’incidenza è da zona rossa e la preoccupazione riguarda ora la Valtrompia dove i casi aumentano di giorno in giorno, tanto che ieri Lumezzane ha registrato il record giornaliero di 52 nuovi casi positivi. Per quanto riguarda le vittime, le 17 si integrano nei 154 decessi da inizio mese, quindi in meno di due settimane. Sono due in Valcamonica, quattro di Brescia città, Puegnago del Garda, Marcheno, Rodengo Saiano, Calcinato, Collebeato, Gottolengo, Lumezzane, Bedizzole, Botticino e Ghedi.

Nel frattempo, per capire come potrà evolversi la situazione, l’esperto Francesco Castelli docente di Malattie infettive all’Università degli Studi di Brescia e direttore di Malattie infettive all’ospedale Civile, interpellato da Bresciaoggi indica nella fine di marzo il picco per poi assistere, si spera, a una lenta riduzione dei nuovi casi di contagio. E intanto anche il governatore della Lombardia Attilio Fontana, con la Regione che avanza verso la zona rossa, ammette il periodo di sofferenza e negli ospedali, sostenendo che la campagna di vaccinazione di massa dovrebbe partire nell’arco di 2-3 settimane.

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