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Vaccinazioni anti-Covid nelle aziende lombarde, si parte dalla fine di aprile

Solo per Confindustria si parla di 400 mila lavoratori. Ma la Cgil: "Non coinvolti, siamo sconcertati dal metodo".

(red.) Dovrebbe iniziare tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, compatibilmente con l’arrivo delle dosi necessarie, la campagna di vaccinazione anti-Covid anche all’interno delle aziende della Lombardia. Ieri, mercoledì 10 marzo, al Pirellone è stato presentato il protocollo d’intesa tra la Regione, Confindustria, Confapi e l’Associazione nazionale dei medici di azienda e competenti. Un’iniziativa prima del genere in Italia dopo che già dal territorio bresciano era partita la proposta. E in attesa del via libera definitivo da parte del commissario al Governo nazionale che si occupa della logistica nella somministrazione, anche la Coldiretti, Confcooperative e Confcommercio hanno già manifestato il proprio interesse.

Nel frattempo il presidente della Confindustria Lombardia Marco Bonometti ha sottolineato come, solo per la propria associazione di categoria, saranno coinvolti fino a 400 mila lavoratori e si potrà essere in grado di effettuare fino a 150 mila vaccinazioni alla settimana tra gli addetti e i loro familiari. Ma in questo contesto c’è la posizione stonata dei sindacati. “Rimaniamo sconcertati dal metodo utilizzato dalle parti firmatarie – si legge in una nota della Cgil – dopo che per tutto il periodo di pandemia sono stati sottoscritti protocolli condivisi con le organizzazioni sindacali per la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori a livello nazionale, a livello territoriale e a livello aziendale.

Questo vale per Brescia, dove era stato sottoscritto un protocollo che era tra i primi in Italia e che era stato condiviso anche con la prefettura e che prevedeva tra le altre cose una sperimentazione regolamentata e monitorata dagli enti sanitari preposti. Lo sconcerto aumenta ulteriormente dopo che a Brescia l’argomento oggetto di accordo separato era stato affrontato già da gennaio con le associazioni imprenditoriali, con prefettura, Ats, Asst Spedali Civili e con Poliambulanza, con l’impegno, dopo il primo incontro, di verificare le disponibilità delle varie aziende, fermo restando i requisiti sanitari previsti, ad aderire alla eventuale possibilità di vaccinare nei luoghi di lavoro e con l’impegno di arrivare successivamente ad una stesura di un protocollo che regolamentasse questa importante iniziativa”.

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