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Coronavirus, con nuove misure chieste dal Cts, Brescia verso zona rossa

La nostra provincia ha raddoppiato i 250 casi ogni 100 mila abitanti. In ogni caso si deciderà nel fine settimana.

(red.) Dopo la visita del governatore lombardo Attilio Fontana ieri, martedì 9 marzo, Brescia e la sua provincia attendono con trepidazione cosa succederà nel fine settimana dal punto di vista delle nuove misure da mettere in campo contro la terza ondata in atto del nuovo coronavirus e spinta dalle varianti, soprattutto da quella inglese. In questo scenario emergono le richieste che a livello nazionale il Comitato tecnico scientifico ha posto proprio ieri al Governo e in vista anche, tra circa un mese, dell’arrivo della Pasqua. Quindi, in primis, una zona rossa che dovrebbe scattare in automatico nel momento in cui determinate zone dovessero raggiungere i 250 casi ogni 100 mila abitanti di media in una settimana.

Situazione che riguarda pienamente Brescia e la sua provincia dove si è arrivati a più del doppio dell’incidenza, con 584 casi ogni 100 mila abitanti. E secondo gli esperti, visto che l’incidenza in aumento è legata soprattutto alla circolazione delle varianti, si dovrebbero porre delle zone rosse simili a quelle di Codogno di un anno fa, quindi con forze dell’ordine ai confini e checkpoint, oltre al divieto di uscire di casa se non per motivi di salute, lavoro e necessità. Ma lo stesso Cts chiede anche misure da zona rossa anche nei fine settimana, simili a quelle che erano già state adottate nel periodo natalizio.

In ogni caso in queste ore tra mercoledì 10 e domani giovedì 11 il Governo incontrerà in videoconferenza le Regioni per condividere le misure. Regole che dovrebbero poi aggregarsi alla cabina di regia di venerdì 12 marzo quando, come di consueto, saranno anche stabiliti gli eventuali cambi di colore di varie regioni. La possibilità, nonostante il nuovo decreto del presidente del Consiglio sia entrato in vigore solo da pochi giorni, è di un nuovo dpcm da lunedì 15 marzo per tre settimane e fino al periodo di Pasqua.

In questo frangente, bisogna considerare che la nostra provincia di Brescia è in zona arancione scuro già dal 23 febbraio, poi prorogato proprio a oggi, mercoledì 10 marzo, per poi seguire le regole dell’intera regione Lombardia in arancione rafforzato fino a domenica 14. E al momento, però, il sistema non pare dare risultati soddisfacenti. E già sul fatto dei “colori” il governatore Attilio Fontana sostiene che siano migliori le misure omogenee, quindi con chiusure in tutta Italia.

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