Girelli (Pd): “A Brescia servono un hub vaccini in Fiera e invio massiccio di dosi”

(red.) “La campagna di vaccinazione antiCovid in Lombardia non decolla, non funziona addirittura il sistema di prenotazione e di rispettiva chiamata”, scrive in una nota Gianni Girelli, presidente Pd della Commissione regionale Covid-19. “Oltre che grave, perché si poteva testare mesi fa la piattaforma informatica e la macchina organizzativa, è davvero frustrante raccogliere ogni giorno notizie di disfunzioni e difficoltà da parte di cittadini anziani, che non vedono l’ora di porre fine a questo periodo. È poi impensabile sapere di centri vaccinali sottoutilizzati e sospettare che alcune dosi vadano perse. Per questo oltre alle visite del presidente Fontana, occorre accelerare, cambiare passo. A Brescia oggi è necessario decidere che la Fiera diventi hub di vaccinazione e che nel nostro territorio vengano inviate un maggior numero di dosi, visti i dati sempre più preoccupanti”.

“Sullo sfondo di tutto questo malfunzionamento”, prosegue Girelli, “serve ora un’assunzione di responsabilità nel prevedere eventuali ulteriori restringimenti. Al di là di quanto il passaggio in zona rossa comporti rispetto all’attuale zona arancione scuro, vi è la necessità di far comprendere alle persone quanto sia vitale la prudenza e il rispetto di regole di distanziamento, igienizzazione e precauzione. L’impressione è che si sia allentata questa tensione, comprensibile per un lato, ma assolutamente da recuperare perché fondamentale per accompagnare il percorso che ci porterà ad una vaccinazione di massa, augurandosi che tutte le incapacità tecniche vengano superate in tempi brevissimi. Perché il contagio corre e si alimenta delle difficoltà dell’organizzazione regionale”.

“Se dal livello nazionale bisogna derivare un modello regionale”, conclude l’esponente Pd, “penso che anche il livello regionale debba riconoscere ai territori provinciali una maggior autonomia organizzativa. E credo infine che vadano al più presto inseriti nell’elenco delle priorità le persone soggette a patologie complesse, dializzati, malati oncologici o altri che, dovendo con frequenza recarsi in ospedale per controlli, dovrebbero contestualmente essere vaccinati”.

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