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Boom di contagi, caos nei vaccini e da lunedì tocca al personale scolastico

Sempre più difficile la situazione delle strutture impegnate nella lotta contro il Covid nella nostra provincia. In via Morelli a Brescia un fiume di automobili. Rallentano i centri vaccinali dell'Ovest.

(red.) Lunedì mattina comincia la vaccinazione di massa del personale scolastico, ma al momento non è possibile avere i dati su quanti si siano prenotati tra insegnanti, bidelli e segretari. In Lombardia la percentuale si aggira attorno al 65% del personale, per Brescia il dato non è ancora stato diffuso.
In provincia di Brescia sono 14.880 gli insegnanti delle scuole statali che si possono mettere in nota per la vaccinazione, più 145 presidi e 3.800 operatori Ata. Ci sono inoltre i dipendenti dei 14 Centri di formazione professionale.
Invece il personale scolastico delle scuole private paritarie dovrà attendere almeno fino al 10 marzo.
I dipendenti della scuola statale dovrebbero essere vaccinati (con Astra Zeneca) presso la Poliambulanza e le cliniche Città di Brescia e Sant’Anna in città, e a Ome nella clinica San Rocco. Il ritmo dipenderà dalle dosi a disposizione.
Questa la pagina web della Regione sulla quale prenotarsi.
Intanto però c’è una sicurezza: le vaccinazioni vanno a rilento. Tra l’altro, dicono fonti semiufficiali, molti furbetti si sarebbero prenotati tramite le farmacie o i medici di base senza averne il diritto (ciè senza essere insegnanti, né ultra ottantenni), ma soprattutto il sistema regionale è andato nuovamente in tilt, se è vero che a persone alle quali era già arrivato il messaggio Sms con la data e l’ora della vaccinazione, poco più tardi ne è giunto un altro che annullava l’appuntamento. Mentre ci sono testimonianze di persone già vaccinate che sarebbero state convocate due volte.
Per i residenti dei primi 8 comuni di confine con la Bergamasca, tra Sebino e Franciacorta, dove la vaccinazione prioritaria è stata allargata dagli ultraottantenni a tutti gli abitanti che hanno superato i 60 anni (Capriolo, Iseo, Palazzolo, Pontoglio, Paratico, Urago d’Oglio, Rudiano e Roccafranca), la Regione ha ridotto le postazioni all’interno dei due poli vaccinali di Chiari e di Iseo.
Ormai tutta la Lombardia è in arancione rafforzato e per gli abitanti negli altri 19 comuni che, in teoria, avrebbero avuto la priorità sul resto della provincia di Brescia (Adro, Castelcovati, Castrezzato, Chiari, Cizzago, Coccaglio, Cologne, Comezzano, Corte Franca, Erbusco, Marone, Monte Isola, Monticelli Brusati, Polaveno, Pompiano, Provaglio d’Iseo, Orzinuovi, Sulzano, Trenzano), dopo l’annnuncio non è mai stato possibile effettuare le prenotazioni sulla pagina della regione tranne per chi ha superato gli 80 anni.
L’aumento dei ricoveri e dei contagi (1210 sabato nel Bresciano, con otto vittime) sta mettendo sotto stress tutte le strutture ospedaliere della città, del Garda, della Bassa e dell’Ovest bresciano. E questo ha naturalmente effetto anche sulle vaccinazioni.
Quindi c’è caos nelle vaccinazioni, ma c’è anche l’assalto ai tamponi. Sabato la coda delle automobili con gli utenti che volevano fare il tampone davanti al centro di via Morelli a Brescia, tra la Volta e San Polo, era tanto fitta e lunga da rendere difficile anche per molti ultra ottantenni che avevano l’appuntamento per essere vaccinati raggiungere la postazione e l’intasamento ha reso arduo perfino il passaggio di alcune ambulanze che dovevano soccorrere persone che non si erano sentite bene negli ambulatori. Insomma, al di là dei buoni propositi, spesso il caos è la regola.

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