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Coronavirus a Brescia, boom della curva dei contagi è da zona rossa

Raddoppiati i 250 casi ogni 100 mila abitanti che fanno scattare in automatico il massimo delle restrizioni.

(red.) La provincia di Brescia dalla scorsa metà di febbraio ha superato come media, se non raddoppiato, i numeri dell’incidenza settimanale di nuovi casi che porterebbero in automatico, secondo le indicazioni del Ministero della Salute, alla zona rossa. In particolare, si fa riferimento a quei 250 casi ogni 100 mila abitanti al di sopra dei quali scattano le restrizioni massime da lockdown.

Una tendenza che nella nostra provincia si sta confermando, tanto che nell’ultima settimana la curva del contagio è esplosa con oltre il 70% di nuovi casi positivi in più rispetto ai sette giorni precedenti. La situazione del bresciano, così come quella delle province di Mantova, Como, Lecco e Monza-Brianza sono già note in Lombardia per essere considerate da zona rossa. Ma al momento la nostra provincia dallo scorso 23 febbraio resta in arancione scuro.

Oggi, venerdì 5 marzo, dopo il monitoraggio settimanale consueto della cabina di regia a livello nazionale, pare difficile che solo il territorio bresciano insieme agli altri colpiti siano le uniche zone a finire in zona rossa. E su questo fronte l’intera Lombardia potrebbe assumere le restrizioni massime. Ma non è nemmeno escluso che se la situazione dovesse peggiorare, sarà il governatore Attilio Fontana a firmare eventuali ordinanze più stringenti anche sulla nostra provincia.

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