Brescia è da zona rossa, oggi la decisione sulle nuove restrizioni

Il Cts ha i dati sulla situazione bresciana. Oggi il ministro Speranza e il governatore Fontana chiamati a decidere.

(red.) La situazione bresciana, soprattutto in provincia, per quanto riguarda la diffusione del contagio che provoca il Covid-19 sta diventando sempre più preoccupante. Ma nel mezzo non c’è soltanto la variante inglese, molto più contagiosa, che ormai sta diventando prevalente nel territorio, ma anche assembramenti e regole che spesso non vengono rispettate. In ogni caso quella di ieri, lunedì 22 febbraio, è stata una giornata topica che ha visto proprio Brescia puntarsi addosso i riflettori nazionali. Infatti, i nuovi casi positivi al contagio si mantengono sempre alti e gli ospedali stanno ricominciando a riempirsi, tanto che si è stati costretti anche a trasferire pazienti in altre strutture.

E quella di oggi, martedì 23, dovrebbe essere un’altra giornata fondamentale per il nostro territorio perché proprio oggi dovrebbero arrivare le decisioni sulle possibili nuove restrizioni localizzate nella nostra provincia. Il sindaco di Brescia Emilio Del Bono ha detto di aver inviato i dati al Comitato tecnico scientifico, a sua volta in contatto con il governatore della Lombardia Attilio Fontana e anche con il ministero della Salute. Dai dati emersi, sembra che la provincia di Brescia abbia uno scenario da zona rossa, ma oggi sarà il ministro della Salute Roberto Speranza con il governatore Fontana a decidere quali misure adottare e da mettere subito in vigore.

Si valuta, per esempio, tutta la provincia in “arancione” e con zone rosse tra i Comuni più colpiti, ma non si esclude nemmeno che l’intera provincia vada in lockdown, seppure in maniera più morbida rispetto alla primavera del 2020. In effetti, se a Brescia città sono più preoccupanti soprattutto gli assembramenti che si sono visti nei fine settimana, a dare maggiore timore è la situazione sanitaria dei paesi in provincia, soprattutto in Franciacorta, ma anche nella bassa e sul lago di Garda.

Per questo motivo nel dibattito che dovrà portare a una decisione si è introdotto anche il presidente della Provincia Samuele Alghisi che alla Lombardia e al Governo chiede che le dosi di vaccino arrivino prima nei territori più colpiti, quindi anche Brescia. “Nel segnalare la grave situazione che questa Provincia sta attraversando a causa dell’evoluzione della curva epidemiologica sul territorio”, scrive Alghisi in una lettera al ministro della Salute e al governatore Fontana, “sono a richiedere con la massima sollecitudine il potenziamento delle dosi vaccinali da distribuire nei nostri ambiti territoriali, in attuazione della strategia di tipo adattivo prospettata nel Piano Strategico Nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da Sars-CoV-2, allo scopo di contrastare con immediatezza lo sviluppo di focolai epidemici”.
E viene chiesto un tavolo territoriale continuo in cui essere sempre più informati sui numeri e capire la reale situazione di emergenza.

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