Vaccinare gli ultraottantenni? Per ora regna la confusione

Giovedì inizieranno le somministrazioni agli anziani, ma tra i medici di base non c'è chiarezza su come eseguirle a domicilio e neppure su come raccogliere le adesioni.

(red.) C’è una sola parola con cui descrivere lo stato d’animo dei medici di base della Lombardia che da giovedì 18 febbraio si troveranno a gestire gran parte della campagna vaccinale anti-Covid per gli over 80: confusione. A pochi giorni dall’inizio delle somministrazioni i medici di medicina generale non sanno ancora come vaccineranno i pazienti a domicilio e soprattutto come riuscire a raccogliere le adesioni.
Nel Bresciano sono circa 82 mila gli 80enni, tra i quali sono compresi tutti i nati nel 1941. Lunedì dalle ore 13 potranno partire le prenotazioni sul portale. E chi ha bisogno di aiuto potrà rivolgersi prioritariamente, oltre che agli enti del terzo settore che hanno dato la propria disponibilità, al suo medico di base e anche alle farmacie del territorio.

Sarà una sfida, ma anche un’opportunità. Angelo Rossi segretario provinciale bresciano della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) ne è convinto. Due Asst del territorio (Garda e Franciacorta) hanno dato l’ok per far vaccinare ai medici di base i propri pazienti negli spazi individuati dalle amministrazioni comunali. “Le Aziende sociosanitarie non hanno mai avuto rapporti di integrazione reale con gli Mmg. Sarà un’occasione unica per lavorare insieme”. Rossi si mostra fiducioso: “Forse con questa collaborazione iniziamo a vedere la luce”.

La Regione ha messo a disposizione un portale che potrà essere utilizzato dagli Mmg, dai farmacisti e dai cittadini. Sarà sufficiente avere con sé la tessera sanitaria, un numero di cellulare o il telefono fisso.”Speravo che le adesioni tramite il portale potessero farsi per via telefonica, ma appena ho letto le istruzioni ho capito che sarebbe stato impossibile: dopo aver inserito il numero di telefono del paziente, per poter andare avanti devo aggiungere entro 3 minuti un codice di verifica che arriva con un sms sul cellulare del paziente stesso, fare tutto questo a distanza con un over 80 è impossibile. Dovrò dirgli di venire qui in studio”, ha spiegato amareggiato all’agenzia ‘Dire’ Fabrizio Marrali. Fa il medico di base da piu’ di 20 anni, il suo studio è a Rogoredo. Tra i suoi 1.500 pazienti ci sono quasi 200 ultraottantenni. “Non so se il cittadino da solo riuscirà a farlo. Lo spero, altrimenti devo dire a miei vecchietti di andare in farmacia. Come faccio a farli venire tutti qui?”.

Il problema non è solo il rischio di creare assembramenti, ma anche quello di garantire che il servizio funzioni con celerità. Perché soltanto dopo aver mandato la richiesta di adesione tramite il portale, si riceveranno (sempre sul proprio telefono) ora e luogo della somministrazione.
Il sito sviluppato da ‘Aria’ (la centrale per gli acquisti della Regione) sarà attivo da lunedì alle 13, le vaccinazioni invece dovrebbero partire giovedì. “Non sappiamo ancora nulla di preciso. Chi potrà andrà nei centri vaccinali, gli altri dovranno ricevere il siero a domicilio”, spiega il dottor Marrali. La Regione ha affermato di voler utilizzare le Usca, l’esercito e i medici di medicina generale per le somministrazioni a domicilio.
Anche per il presidente dell’Ordine dei medici di Bergamo, Guido Marinoni, membro del Cts regionale, è “impensabile che i cittadini si rechino di persona dal medico di base”. L’obiettivo è far in modo che si riesca a eseguire la procedura a distanza. Marinoni spera “di poter contare sull’aiuto dei parenti, delle farmacie e degli assistenti sociali”.

Come concretamente verranno fatte le iniezioni, però, non è ancora chiaro, perché i vaccini disponibili per gli over 80 (Pfizer e Moderna) sono più complessi nella conservazione. “I flaconi multidose dopo 6 ore dalla prima perforazione scadono. Se a domicilio utilizziamo Moderna, come indicato, avremo 10 dosi per fiala, quindi dovremmo fare 10 iniezioni in 6 ore. Visto che dobbiamo fermarci 15 minuti dopo ogni somministrazione per verificare le condizioni del paziente, è impossibile esaurire le dosi nel tempo stabilito”, analizza Marinoni.
Servirebbero degli infermieri per accompagnare gli Mmg. Ma gli infermieri mancano e anche il bando pubblicato dal commissario Domenico Arcuri è andato praticamente deserto. Resta la confusione.

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