Lombardia, “ristoranti aperti fino alle 22”. Cts frena: “Troppo rischioso”

Le associazioni di categoria appoggiano il Pirellone. Ma il Cts: "Si rischia di vanificare i sacrifici fatti finora".

(red.) Da una parte la Lombardia che fa pressing affinché i ristoranti possano tenere aperti fino alle 22 in zona gialla per quanto riguarda le fasce delle misure anti-contagio. Dall’altra il Comitato tecnico scientifico che ieri, venerdì 5 febbraio, ha risposto sostenendo che sia pericoloso con il rischio di tornare a vedere l’esplodere della pandemia. Al centro c’è il Governo chiamato a decidere, anche se un nuovo esecutivo è in formazione solo nei prossimi giorni. Questo è il dibattito in corso dopo che proprio ieri il governatore lombardo Attilio Fontana e l’assessore allo Sviluppo Economico del Pirellone Guido Guidesi hanno scritto una lettera formale al Governo chiedendo di ampliare la disponibilità dei ristoranti e locali simili oltre le 18, attuale orario in cui al momento devono chiudere.

E la missiva ha incassato un coro di favorevoli, dalla Coldiretti alla Confcommercio Lombardia, dalla Federazione italiana pubblici esercizi alla Confesercenti e anche l’Arthob, l’associazione dei ristoranti e trattorie e hostarie bresciane guidata da Emanuela Rovelli. Tuttavia, la decisione spetta al Governo che per rispondere alle richieste dovrebbe mettere mano a un nuovo dpcm. Ma al momento il Cts frena sostenendo che una modifica di questo genere alle misure potrebbe aumentare i rischi e vanificare i sacrifici fatti finora.

A spingere per la richiesta di tenere aperti i ristoranti e locali simili fino alle 22 ci sono, appunto, anche le associazioni di categoria che indicano tra l’altro come nel bresciano in questo fine settimana, il primo dall’introduzione in zona gialla, siano molte le prenotazioni per i pranzi. Ma il poter andare a cena consentirebbe agli esercenti di poter tornare a respirare, visto che proprio il servizio di sera rappresenta l’80% del fatturato dei locali.

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