Vaccini, l’Italia è in ritardo: mancano già 13 milioni di dosi

Tutto slitterà di un paio di mesi. Dovevano arrivarne 28 milioni entro il primo trimestre 2021, ma ne arriveranno solo 15 per l'inadempienza dei produttori.

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(red.) Prima vengono i medici e il personale sociosanitario, poi gli ospiti e gli operatori delle Rsa e infine i cittadini che avranno superato gli 80 anni. Forse, ma solo forse, gli ultra 75enni con fragilità.  Si tratterà in tutto di circa 7 milioni e mezzo di italiani che, se non ci saranno altri ritardi nelle forniture, saranno vaccinati contro il Covid entro la fine di marzo: poco più di due mesi.
Peccato che, sulla carta, secondo il primo piano strategico di vaccinazione del ministero della Salute per quella data avrebbe dovuto essere vaccinati in buona parte anche gli ultra 65enni, gli insegnanti, le forze dell’ordine e i detenuti. Per questa categorie si vedrà. Il motivo di tanta incertezza? Semplice: «Delle aziende farmaceutiche che sono così pesantemente venute meno rispetto ai contratti firmati con la Commissione europea non c’è da fidarsi», come ha detto ai governatori regionali il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri.

Entro il primo trimestre 2021 le autorità sanitarie italiane si aspettavano 28 milioni di dosi, in base agli accordi con le case produttrici, ridotti a 20 milioni già in dicembre dopo l’annuncio dei primi ritardi. Invece ne arriveranno più o meno 15. Due milioni a gennaio (tra Pfizer e Moderna), altri 6,2 milioni a febbraio, aggiungendo anche AstraZeneca se avrà il via libera da Ema e Aifa. A marzo, infine, 6,42 milioni di dosi.

Insomma, ci sarà uno slittamento del piano vaccini di almeno un mese
, probabilmene di più e a patto che non ci siano altri blocchi. E, visto che intanto la cosa più urgente è garantire il richiamo a 1,3 milioni di persone che hanno già ricevuto la prima dose, a soffrire per il ritardo saranno per primi gli ultra ottantenni, che avrebbero dovuto essere vaccinati nelle prossime due settimane e che invece passeranno tra la seconda metà di febbraio e le prime due di marzo: slitteranno “di circa quattro settimane i tempi previsti per la vaccinazione degli over 80”, ha detto domenica in tv il vice ministro alla Salute Pierpaolo Sileri. Si tratta di 4,5 milioni di italiani, tra i più a rischio in caso di contagio da coronavirus.
E tutti gli altri? “Per il resto della popolazione è previsto un ritardo di circa 6-8 settimane”, ha detto ancora Sileri.

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