Vaccino anti-Covid, due sedi a Brescia. E si attivano anche le aziende

L'obiettivo è accelerare. Fino a 35 mila a settimana in città. Anche 100 mila dipendenti possono essere coinvolti.

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(red.) La prima fase della campagna di vaccinazione anti-Covid sta proseguendo senza sosta anche nel bresciano, ma l’obiettivo è quello di accelerare ulteriormente in modo da avere più popolazione immune nel più breve tempo possibile. Per questo motivo sul territorio del Comune di Brescia, come dà notizia il Giornale di Brescia, sono state indicate due sedi tra il nuovo Polivalente di Collebeato e il Polivalente Raffaello di San Polo dove vaccinare gli aderenti interessati dalla prima e dalla seconda fase, quindi le categorie prioritarie.

E il prossimo 28 gennaio si terrà un tavolo provinciale dedicato in cui migliorare l’organizzazione. La consigliera delegata alla Salute per palazzo Loggia Donatella Albini, interpellata dal quotidiano bresciano, indica l’obiettivo di arrivare a 5 mila vaccinazioni al giorno per 35 mila alla settimana. Nel frattempo, lunedì 18 gennaio saranno sottoposti al richiamo quanti hanno ricevuto il vaccino nel V-Day del 27 dicembre e poi si proseguirà anche con gli ospiti delle case di riposo. E proprio per velocizzare la pratica di vaccinazione, si stanno muovendo anche le aziende.

Nella giornata odierna, venerdì 15 gennaio, in prefettura ci sarà un incontro tra il prefetto Attilio Visconti, il presidente di Aib Giuseppe Pasini e i sindacati. L’idea è quella di ricavare spazi all’interno delle stesse imprese dove vaccinare fino a 100 mila dipendenti delle imprese legate a Confindustria e Apindustria e anche i loro familiari stretti, per un totale potenziale di 300 mila persone che dovrebbero essere sottoposte in estate, quando scatterà la campagna massiva di somministrazione delle dosi.

Nel frattempo, proprio sul fronte del vaccino, Arnaldo Caruso, direttore dell’Istituto di Microbiologia e Virologia dell’Ospedale Civile per l’Università degli Studi di Brescia, interpellato dal Giornale di Brescia, sottolinea come il vaccino dovrebbe essere sottoposto anche a chi è guarito dal Covid-19 e per potenziare la propria immunità che dovrebbe essere di circa 8 mesi dopo aver contratto e superato l’infezione.

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