Coronavirus, verso il nuovo dpcm. Lombardia da domenica rischia il “rosso”

Nuove misure fino al 5 marzo e stato di emergenza fino al 30 aprile. Domani si dice il "colore" delle regioni.

(red.) Nel momento in cui da ieri sera, mercoledì 13 gennaio, si è aperta ufficialmente una crisi di Governo, con il ritiro della delegazione di Italia Viva dall’esecutivo guidato da Giuseppe Conte, continua però a esserci la pandemia da Covid-19 che deve essere affrontata. Proprio ieri alla Camera il ministro della Salute Roberto Speranza ha presentato le misure che entreranno in vigore a partire da sabato 16 gennaio, visto che domani, venerdì, è in scadenza il cosiddetto dpcm di Natale. Non ci sono molte novità rispetto alle misure che attualmente si stanno applicando, se non il fatto che queste andranno avanti fino al 5 marzo e che lo stato di emergenza è stato prorogato, dall’attuale scadenza del 31 gennaio, fino al 30 aprile.

Tuttavia, l’attenzione è puntata oggi, giovedì 14 gennaio, sull’incontro in videoconferenza tra il Governo e le regioni e domani, venerdì, quando l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute renderanno noto l’ultimo monitoraggio aggiornato e che terrà conto della situazione di come ci si è comportati durante le feste natalizie. Proprio in base a quei numeri, il ministro della Salute è pronto a firmare una serie di ordinanze che scatteranno da domenica 17 gennaio e che riguarderanno la “colorazione” delle regioni. Con il rischio, paventato da giorni, che la Lombardia finisca, con Emilia Romagna e Sicilia, in zona rossa, quella con le misure più stringenti.

E sul fronte lombardo si è espresso il governatore Attilio Fontana sostenendo che i dati questa settimana sarebbero migliorati, ma non in quelli più passati, quindi il Cts potrebbe inserire la regione Lombardia in area rossa. Dal punto di vista delle misure che faranno parte del nuovo dpcm, anche dopo l’incontro di oggi con le regioni, saranno di fatto mantenute quelle previste dai “colori” tra giallo, arancione e rosso. Ma si parla, in modo ottimistico, anche di un’area bianca nel caso in cui l’incidenza dei casi fosse al di sotto dei 50 ogni 100 mila abitanti. E in quel caso, pur mantenendo le distanze e la mascherina, potrebbe praticamente essere riaperto tutto.

Di certo gli impianti di sci resteranno chiusi, contrariamente a quanto si sperava, anche dal 18 gennaio, mentre nelle zone gialle si sta valutando, pur con il rispetto delle precauzioni, di riaprire i musei. Per quanto riguarda il resto delle misure anti-contagio, sarà confermato il divieto di spostamento tra regioni, anche se gialle, il coprifuoco tutti i giorni dalle 22 alle 5 e l’apertura dei bar e ristoranti fino alle 18 nelle regioni gialle. Con il divieto di asporto subito dopo le 18, anche se le regioni oggi chiederanno che questo sia limitato alle bevande per evitare la movida. Infine, dovrebbe restare in campo la possibilità, come nel periodo natalizio, di andare a fare visita in non più di due persone (non conteggiati under 14, disabili e non autosufficienti) ad amici e parenti, ma nella stessa regione.

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