Coronavirus, si studiano le misure del nuovo dpcm. Stretta alla movida

Da oggi le zone colorate per regione (Lombardia in arancione). Verso stop vendita asporto dai bar dopo le 18.

(red.) Da oggi, lunedì 11 gennaio, scatta la nuova settimana in cui, dal punto di vista della situazione del contagio da Covid-19, le varie regioni italiane assumono le diverse colorazioni in base al rischio basso, medio-alto o alto. E in questo senso, dopo l’ordinanza firmata nel fine settimana appena trascorso dal ministro della Salute Roberto Speranza, la nostra regione Lombardia entra in zona arancione con tutto quello che ne consegue, a partire dai bar e ristoranti chiusi (ammesso solo l’asporto e il servizio a domicilio) e tutti i negozi aperti, ma centri commerciali chiusi nei giorni prefestivi e festivi, tranne quelli che contengono negozi dediti alla vendita di beni di prima necessità.

Questa settimana che si apre sarà fondamentale per capire cosa succederà non solo in Lombardia, ma in tutta Italia. Sono tre le date da segnarsi in calendario: oggi, lunedì 11 gennaio, per il confronto tra Governo e regioni sulle ipotesi da rendere concrete in vista del nuovo dpcm dal 16 gennaio e che rischiano di portare la Lombardia, con alcune altre, in zona rossa già dal prossimo fine settimana. Mercoledì 13 gennaio l’appuntamento è alla Camera dei Deputati quando il ministro Roberto Speranza presenterà le misure al Parlamento. Infine, venerdì 15 gennaio il consueto monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute con l’afflusso di una serie di numeri che tengono conto di quanto accaduto nel periodo natalizio dal punto di vista del contagio.

Nel frattempo, ieri, domenica 10 gennaio, si è iniziato a parlare proprio delle nuove misure da mettere in campo e al centro si parla soprattutto di una stretta alla movida, dopo alcune scene vissute in tutta Italia, anche a Brescia. L’idea è quella di vietare la vendita di asporto ai bar già dalle 18, mentre in senso generale si va verso il divieto di spostamento tra le regioni, anche se gialle. Ma dovrebbe essere ammesso, nelle regioni più a rischio, la possibilità di andare a trovare – in un massimo di due persone – amici e parenti. Dal confronto di ieri è anche emersa l’idea di una zona bianca in cui consentire di riaprire tutto, anche i musei, ma in questo caso dovrà servire un indice di contagio al di sotto dello 0,5.

E proprio sul fronte dell’indice Rt, si fa strada l’ipotesi, sostenuta dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Comitato tecnico scientifico, di far scattare in automatico la zona rossa nel momento in cui si superasse di media in una settimana i 250 contagi ogni 100 mila abitanti. Ipotesi che non piace ai governatori e che potrebbe portare anche la Lombardia nella zona più grave. Nel nuovo dpcm che entrerà in vigore dal 16 gennaio potrebbe esserci anche la proroga della chiusura degli impianti di sci che attualmente dovrebbero riaprire dal 18 gennaio, confermate le zone colorate per regione (sarà anche nei weekend, dove è escluso l’arancione per tutta Italia), continuerà il coprifuoco dalle 22 alle 5. Infine, si valuta di prorogare lo stato di emergenza, al momento in scadenza il 31 gennaio, fino al 30 aprile.

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