Lombardia arancione, “ma siamo a un passo dalla zona rossa”

Con i nuovi parametri più restrittivi che potrebbero entrare in vigore dal 16 gennaio. Il governo prepara il nuovo Dpcm.

(red.) Per la Lombardia, agli ultimi posti in Italia per la somministrazione del vaccino anti-Covid con solo 46 mila dosi del Pfizer-Biontech inoculate (fino a sabato) sulle 153mila consegnate, la zona rossa è alle porte. Da lunedì la nostra regione resta arancione fino al 15 gennaio, ma le prospettive dettate dalla diffusione del contagio non sono rosee, anche alla luce dei nuovi parametri che sono allo studio dopo l’abbassamento della soglia dell’Rt per determinare il posizionamento nelle fasce. Si pensa di valutare il dato dell’incidenza dei contagi, se superassero i 250 casi ogni 100mila abitanti la misura restrittiva scatterebbe automaticamente.

Con i nuovi parametri, ha spiegato il governatore Attilio Fontana, “noi siamo in una zona arancione vicino alla zona rossa” e “rischiamo di passare in zona rossa”.
“Ho sempre detto”, ha aggiunto, “che c’è l’assoluta necessità, come prima operazione, di consentire agli studenti di fare lezione in presenza, ma in questo momento precauzione ed evoluzione della pandemia devono indurre a cautela. Se la prossima settimana dovessimo entrare in zona rossa il discorso della riapertura sarebbe superato”.

Il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ha convocato per lunedì mattina una riunione con Regioni, Anci e Upi con all’ordine del giorno le misure per il nuovo Dpcm che entrerà in vigore il 16 gennaio.
Dopo aver rivisto la soglia dell’indice Rt, abbassandola ad 1 per entrare in zona arancione (era a 1,25) e a 1,25 anziché a 1,50 per passare alla zona rossa, il governo vuole inserire la nuova modifica nel prossimo Dpcm.

Quando l’incidenza settimanale dei contagi supererà i 250 casi ogni centomila abitanti, la Regione sarà automaticamente in zona rossa. L’incidenza è un parametro fondamentale secondo gli esperti e la soglia ottimale è 50 casi ogni 100mila abitanti poiché è l’unica che garantisce “il completo ripristino sull’intero territorio nazionale” del contact tracing. Con i dati attuali, il Veneto sarebbe dunque rosso, visto che ha un’incidenza di 453,31 casi, mentre l’Emilia Romagna, con 242,44 casi, rimarrebbe di poco fuori. Discorso simile anche per la Lombardia, che da giorni è tornata ai primi posti per numero dei nuovi casi.

 

 

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