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Vaccino anti-Covid con un’app, nel bresciano si cercano 200 sanitari

Si punta ad almeno 720 mila persone da vaccinare in un anno e mezzo con una copertura sufficiente al 60%.

(red.) Nel momento in cui si continua a seguire l’evoluzione della pandemia in questa seconda ondata, insieme al rispetto delle misure di contenimento, l’altra grande battaglia che sta per iniziare è quella del vaccino contro il Covid-19. Dal punto di vista bresciano, si prevede di vaccinare, come riporta il Giornale di Brescia, almeno 720 mila persone tra città e provincia, quindi il 60% della popolazione e nell’arco di un anno e mezzo. Considerando che il vaccino non è obbligatorio, questa misura garantirebbe una copertura anche per quanti decideranno di non sottoporsi al vaccino. Di certo, per una delle più grandi campagne vaccinali della storia italiana contemporanea, si punterà su una campagna informativa precisa.

Nel frattempo a livello nazionale il commissario straordinario all’emergenza Domenico Arcuri ha lanciato due bandi con cui cercare medici e infermieri che eseguiranno il vaccino ai pazienti e si stanno anche cercando società di somministrazione. Per quanto riguarda Brescia e provincia, sempre secondo quanto riporta il quotidiano bresciano, saranno necessari più di 200 tra medici e infermieri da affiancare al personale messo a disposizione dalle aziende socio sanitarie. E si parla delle quattro Asst con la Poliambulanza e Città di Brescia. Proprio sul fronte del vaccino si dovrà attendere il 29 dicembre quando l’Agenzia europea del farmaco darà l’assenso per mettere in commercio il vaccino della Pfizer-Biontech e il 12 gennaio per quello di Moderna.

Il primo, che ha la necessità di essere conservato a 80° sotto lo zero, verrà consegnato ai vari punti in provincia e il secondo, che ha meno esigenze di conservazione, sarà stoccato in un luogo a livello nazionale e da lì distribuito in base alle richieste. Come noto, i primi a sottoporsi al vaccino saranno operatori sanitari e sociosanitari, addetti e ospiti delle case di riposo e in seguito gli over 80. Poi via via per tutti gli altri, continuando prima con gli addetti ai servizi essenziali.

Intanto si sta anche organizzando la modalità con cui prenotare il vaccino. Su questo fronte si pensa a un’applicazione da cellulare, oltre che un numero di telefono nazionale. Con l’app si potrà prenotare la somministrazione nelle due fasi (la prima e quella di richiamo) e controllare eventuali reazioni. L’obiettivo sarà un grande archivio informatico dedicato e per capire quanti si siano stati vaccinati ed eventualmente abbiano avuto delle reazioni particolari.

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