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Vaccino anti-Covid, sei ospedali bresciani avranno le prime dosi

Coinvolti il Civile, la Poliambulanza e il Città di Brescia in città. In provincia a Chiari, Esine e Desenzano.

(red.) Nel momento in cui, con il trascorrere dei giorni e delle settimane, in questo periodo di dicembre si sta accertando un calo nella curva dei contagi da Covid-19 in tutta Italia e anche in Lombardia e nel bresciano, è partita anche la macchina organizzativa per dotarsi del vaccino che inizierà ad essere somministrato nel nostro Paese dalla fine di gennaio del 2021. E per quanto riguarda il nostro territorio, all’inizio saranno coinvolti 30 mila bresciani tra le oltre 300 mila in Lombardia. E si parla del personale sanitario e del personale e ospiti delle case di riposo. Dal punto di vista dello stoccaggio dei lotti di vaccino, come riporta il Giornale di Brescia, sono stati individuati i punti che sono all’interno delle quattro aziende socio sanitarie in provincia.

Quindi, l’ospedale Civile di Brescia con le succursali di Gardone Valtrompia e Montichiari, l’Asst del Garda con Desenzano, Manerbio e Gavardo, l’Asst della Franciacorta con Chiari ed Esine in Valcamonica, che conta anche il presidio di Edolo. Per quanto riguarda la città, saranno coinvolte anche la Fondazione Poliambulanza e il Città di Brescia. A partire dalla fine di gennaio il primo ad arrivare sarà il vaccino di Pfizer e Biontech, quello che necessità di essere conservato a 80 gradi sotto lo zero. A fine gennaio saranno consegnate le prime 3,4 milioni di dosi e con consegne ogni due settimane. Tra l’altro, questo vaccino è quello che prevede anche un secondo richiamo a distanza di un massimo di 23 giorni dalla prima dose. E su questo fronte le strutture ospedaliere bresciane si sono già dette pronte a conservarle.

Gli altri vaccini che non richiedono temperature così basse saranno portate nell’unico hub di Pratica di Mare a disposizione dell’Esercito che si occuperà di rifornire le farmacie degli ospedali su richiesta. Nel frattempo, proprio sul fronte del vaccino, ieri, lunedì 7 dicembre, il commissario straordinario all’emergenza Domenico Arcuri con il ministro agli Affari regionali Francesco Boccia hanno fornito nuovi dettagli sulla campagna vaccinale. In ogni regione ci saranno hub per la conservazione e distribuzione, con oltre 28 milioni di dosi a disposizione entro la fine di marzo. Ma non solo, perché prima del vaccino e a scadenza periodica verrà effettuata anche un’indagine sierologica.

All’inizio saranno coinvolti quasi 6,5 milioni di italiani e tra i medici che potranno sottoporre il vaccino ci potranno essere anche quelli in pensione. Ma è arrivato l’avvertimento alle regioni nel definire immediatamente il piano, perché i vaccini potrebbero entrare in commercio già entro la fine del 2020. Sono 300 i siti di stoccaggio a livello nazionale, 20 mila gli operatori in campo per somministrare il vaccino ed entro settembre, anche se la campagna resta su base volontaria e gratuita, tutti gli italiani che lo vorranno potranno essere vaccinati.

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