Coronavirus e feste di Natale, ecco la bozza del nuovo dpcm

Stasera, dopo l'incontro con le regioni, il testo definitivo. Ecco cosa si potrà (e non) fare fino almeno al 6 gennaio.

(red.) Ormai ci siamo. Entro stasera, giovedì 3 dicembre, tutti gli italiani (anche i bresciani) sapranno come potranno trascorrere le prossime vacanze di Natale al tempo del Covid-19. Ieri, mercoledì, il ministro alla Salute Roberto Speranza ha annunciato le misure al Senato e alla Camera, presentando nello stesso tempo anche il piano di vaccinazione, mentre nella notte il Governo si è riunito nel Consiglio dei ministri per approvare un decreto legge a fare da cornice al nuovo decreto del presidente del Consiglio che entrerà in vigore da domani, venerdì 4 dicembre.

E tra le misure, è stato inserito anche il divieto di lasciare la propria regione per tutte le festività, dal 21 dicembre al 6 gennaio, con l’impossibilità di muoversi anche tra Comuni a Natale, Santo Stefano e Capodanno. La bozza del Dpcm sembra che sia stata inviata nella notte alle regioni e proprio oggi, giovedì 3 dicembre, ci sarà l’ultimo confronto con gli enti locali. Infine, entro sera la presentazione da parte del premier Giuseppe Conte prima della firma. E l’impatto del nuovo decreto sarà valido in tutta Italia almeno fino all’Epifania. Ecco tutte le misure.

Coprifuoco. Resta il divieto di circolazione dopo le 22 e fino alle 5 del mattino se non per motivi di necessità, lavoro o salute. Il limite varrà anche per Natale, Santo Stefano e a Capodanno. Per questo motivo le messe della vigilia dovranno essere anticipate per permettere ai fedeli di ritornare a casa allo scoccare del coprifuoco.

Mobilità fra regioni. Dal 21 dicembre al 6 gennaio non ci si potrà più spostare neppure tra regioni gialle. Saranno permesse deroghe per ritornare ai luoghi di residenza o domicilio e sempre e comunque per tornare alla propria abitazione. Restano sempre le eccezioni per motivi di necessità, lavoro o salute. Non sarà possibile raggiungere la seconda casa in un’altra regione e comune il 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio.

Divieto mobilità fra Comuni. Il 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio sarà proibito anche spostarsi dal Comune nel quale ci si trova, che sia quello di residenza o domicilio.

Quarantena dall’estero. La misura, che dovrebbe essere valida dal 20 dicembre, è pensata soprattutto per chi intenda andare a sciare in Svizzera – che ha tenuto le piste aperte – o in Paesi dell’Ue, come Slovenia e Austria. Ma l’Austria ha aperto solo ai residenti.

Ristoranti aperti nei festivi. Si potrà pranzare al ristorante il 25 e 26 dicembre, a Capodanno e per l’Epifania. La sera invece resteranno chiusi visto che è in vigore il coprifuoco.

Apertura negozi e outlet. I negozi dovrebbero restare aperti nei giorni delle festività per lo shopping fino alle 21, per permettere di spalmare la clientela lungo un arco di tempo più ampio possibile e ridurre il rischio di assembramenti. I centri commerciali saranno aperti nei fine settimana fino al 20 dicembre, ma chiusi nelle festività natalizie.

Montagna, impianti, hotel. È uno dei punti fermi a poche ore dalla definizione del Dpcm: gli impianti di risalita restano chiusi per il rischio assembramenti. Aperti però gli alberghi di montagna dove sarà possibile fare il cenone, ma in camera.

Crociere vietate. Il governo ha deciso di proibire i viaggi sugli hotel del mare.

Scuola. C’è l’idea di far tornare i primi studenti delle superiori a scuola in presenza già a metà dicembre, per poi ritornare tutti dopo l’Epifania. Ma l’Unione Europea ha indicato un periodo cuscinetto di una settimana per allungare le feste o riproporre la didattica a distanza.

Italia a tre colori. Confermato il sistema delle fasce, rossa, arancione e gialla in base al rischio di contagio, alla pressione sul sistema sanitario e con, quindi, misure via via più stringenti. Il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia ha sottolineato la possibilità e l’auspicio che l’Italia diventi tutta gialla a metà dicembre, mantenendo comunque le restrizioni.

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