Coronavirus, il Civile di Brescia apre Scala 4.0 con 170 letti

L’ospedale realizza i nuovi letti di terapia intensiva e sub intensiva tecnologici e “convertibili”. Primi pazienti la prossima settimana.

(red.) Agli Spedali Civili di Brescia una nuova struttura “intelligente”. Si chiama Scala 4.0 e a regime ospiterà 170 posti letto distribuiti su 4 piani dello stesso edificio. Si tratta di una struttura completamente “convertibile”, che al momento è destinata ai pazienti Covid ma è progettata per cambiare velocemente destinazione d’uso, a cure critiche e non critiche ordinarie una volta terminata l’emergenza sanitaria da Sars Cov 2.
Completamente digitale, grazie a un sistema di sensori connessi in wi-fi consente il monitoraggio delle condizioni dei pazienti da remoto anche dai dispositivi portatili da qualsiasi professionista e specialista allocato in altri reparti dell’ospedale. È perfettamente integrato con il processo di screening Covid provinciale, in un percorso di diagnosi e cura già oggi guardando al futuro.

L’ospedale è una struttura, per sua natura, poco orientata al cambiamento. Spesso i singoli reparti, edificati cinquanta o sessant’anni fa, necessitano di importanti interventi di ristrutturazione sia per esigenze di tipo architettonico (adeguamenti a norme e leggi che cambiano) che infrastrutturale (impianti, nuove tecnologie). Da ultimo, la destinazione d’uso dei reparti (un reparto Urologia trasformato in Infettivologia), impone ulteriori accorgimenti e interventi specifici, sia per la gestione dei degenti e dei loro familiari che per gli operatori (medici, infermieri, tecnici).
La pandemia ha reso indispensabile la trasformazione di molti reparti ospedalieri, per fare posto al grande numero di pazienti con esigenze specifiche legate alla patologia Sars Cov 2 (pazienti acuti o da sub-intensiva) ma non tutti i reparti possono facilmente essere riconvertiti in modo appropriato.
“Brescia e la sua Asst durante la prima ondata pandemica hanno dovuto sopportare una pressione fortissima e oggi – pur mantenendo attivi reparti fondamentali come l’oncologia, i trapianti, la cardio chirurgia e tutte le funzionalità per la gestione di pazienti che non devono essere procrastinati – si dota di un complesso rinominato Scala 4.0 per dare un segnale forte di innovazione applicata al mondo sanitario” sottolinea il direttore generale, Massimo Lombardo.

Scala 4.0 sfrutta al meglio le potenzialità delle moderne tecnologie, realizzando con un progetto concreto di quella “sanità digitale flessibile” da più parti auspicata: 170 letti, oggi riservati ai pazienti Covid, collegamento di apparecchiature e sensori ai letti dei pazienti monitorati e controllati grazie ad una centrale di elaborazione che garantisce al personale di poter ricevere i dati relativi al paziente non solo in reparto ma in tutti i reparti dell’ospedale senza dover spostarené i pazienti, né i medici. È così possibile “vedere” un paziente sia dalla terapia intensiva che dalla radiologia, limitando le occasioni di contatto.
L’utilizzo poi di sensori collegati in wifi con i monitor, consente il monitoraggio anche dei pazienti in grado di muversi all’interno del reparto, funzione molto utile per i pazienti cardiologici o neurologici ricoverati in Scala 4.0. Anche la diagnostica, ecografi e radiografi, sfruttano la stessa tecnologia trasmettendo le immagini direttamente agli specialisti che possono rimanere all’interno dei propri reparti.

Questa integrazione è possibile grazie alla tecnologia e grazie alla prossimità di Scala 4.0 con tuttigli altri reparti dell’ospedale. La tecnologia 4.0 facilita poi la riconversione dei reparti ad altre destinazioni d’uso e tutte le apparecchiature di questo tipo potranno essere utilizzate per pazienti non Covid. Scala 4.0 è stato realizzato in circa 45 giorni dall’inizio dei lavori e non costerà all’amministrazione sanitaria nemmeno un euro grazie alle donazioni raccolte dalla Fondazione Spedali Civili sul territorio e da una donazione di IntesaSanpaolo che ha reso possibile la fornitura di tutte le apparecchiature del reparto.

L’ingresso dei primi pazienti è previsto per la prossima settimana. Integrazione con il sistema di screening Covid Asst e Ats, con il supporto anche della Sanità privata, hanno istruito un “percorso” di screening e cura che inizia ben fuori dalle mura dell’Ospedale: il centro di Via Morelli eroga 7 giorni su 7 più di 1000 test giornalieri e di visite ambulatoriali per i cittadini bresciani e della provincia.
Con la metodologia drive in non si fanno solo i tamponi ma, nel caso, si arriva persino ad una prima ecografia che permette di stabilire eventuali complicanze. In caso di necessità, il paziente verrebbe inviato al Pronto Soccorso per gli accertamenti necessari e poi a Scala 4.0 dopo aver eseguito eventuali altri esami diagnostici. Una volta dimesso, il paziente viene monitorato presso il suo domicilio grazie ad un kit costituito da termometro, saturimetro e misuratore della frequenza cardiaca collegabile al proprio telefonino.

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