Coronavirus, Caruso (Unibs): “Non scomparirà con vaccino, ma non farà paura”

Il professore sottolinea di volerlo fare. "Ma i primi effetti si vedranno da marzo, prima del prossimo inverno".

(red.) Da più parti nel campo scientifico c’è un orientamento che indica come il Covid-19 non verrà debellato in modo definitivo attraverso il nuovo vaccino. Ma di fatto potrebbe diventare come la normale influenza, di cui proteggersi proprio con la somministrazione delle dosi nei pazienti più fragili e con prodotti farmacologici in fase di cura. E su questo fronte è d’accordo anche Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia, docente di Microbiologia all’Università degli Studi di Brescia e direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia degli Spedali Civili, interpellato da Bresciaoggi.

L’idea è che i soggetti sottoposti al vaccino possano dare una forte risposta immunitaria alla quale il Covid risponderà con meno forza e senza più fare paura. E lo stesso professore sottolinea come i dati in miglioramento di questo periodo sono legati alla trasmissione ridotta del virus proprio per le misure di contenimento. Che non devono essere troppo allentate con il rischio di avere un nuovo picco tra gennaio e febbraio. Caruso sottolinea anche come i malati siano meno gravi rispetto alla scorsa primavera, anche perché più giovani e più forti come immunità e senza escludere quella prodotta dai bresciani in un territorio particolarmente colpito tra marzo e aprile.

E sul vaccino in arrivo, il professore sottolinea di volerlo fare e che probabilmente dovrà essere rifatto nel corso degli anni, come con l’influenza normale. Tuttavia, considerando che questo vaccino contro il Covid arriverà dalla fine di gennaio, gli effetti dovrebbero vedersi da marzo e serviranno quindi in vista del prossimo inverno. Nel frattempo si stanno anche cercando terapie e farmaci efficaci per la cura dei pazienti colpiti.

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