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Coronavirus, niente lockdown totale. “La curva si sta stabilizzando”

Sarebbe la conseguenza degli ultimi dpcm. Previsioni: picco all'inizio di dicembre, poi un rallentamento.

(red.) Il dato nazionale sul fronte della seconda ondata da pandemia di Covid-19 in corso a livello nazionale in Italia ed emerso ormai da qualche giorno precedente a giovedì 12 novembre, aldilà purtroppo delle centinaia di nuovi deceduti, sta indicando anche una stabilizzazione della curva dei nuovi contagi. Quindi, non più una crescita esponenziale, anche se i dati giorno per giorno stanno indicando una media di oltre 30 mila nuovi casi positivi. Mentre sembra che nelle regioni dove sono state attuate le restrizioni maggiori, compresa la Lombardia, questo fenomeno di rallentamento sia marcato.

Lo sostiene, interpellato dall’Ansa, anche Massimo Andreoni professore di Malattie infettive all’Università di Roma Tor Vergata e direttore scientifico della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali. Ma preoccupa il continuo aumento dei pazienti deceduti che sottolinea come in ospedale finiscano soggetti in gravi condizioni e quindi il virus resti sempre aggressivo. Una situazione che si riflette anche sulla pressione sugli ospedali a causa dell’aumento dei nuovi ricoveri, anche in terapia intensiva. In ogni caso, dopo che nelle ore precedenti a giovedì 12 novembre era emersa la possibilità che il Governo lavorasse a un nuovo dpcm tale da creare un lockdown totale, come chiesto dai medici, dallo stesso esecutivo hanno smentito.

Sono stati gli scienziati a verificare come gli ultimi dpcm di ottobre stiano funzionando nello stabilizzare la curva dei nuovi contagi, così come il sistema di restrizione in tre fasce. Quindi, per il momento, niente lockdown generale. Quale sarà la tendenza? Il fisico Roberto Battiston dell’Università di Trento, interpellato dalla stessa agenzia Ansa, prevede che il picco dei contagi arrivi all’inizio di dicembre, per poi assistere a un rallentamento. E questo sarebbe merito dei due dpcm più stringenti, in particolare di quello che ha fatto chiudere i locali alle 18, oltre a tutte le altre attività del tempo libero. Per quanto riguarda, invece, il dpcm che ha diviso il Paese tra zone rosse, arancioni e gialle (escludendo le ultime transizioni), i primi effetti si dovrebbero vedere a partire da questo fine settimana di sabato 14 e domenica 15 novembre. Ma gli esperti continuano a predicare di mantenere alta la guardia.

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