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Coronavirus, Monza al collasso. Sale pressione sugli ospedali bresciani

Un terzo dei quasi 600 ricoverati nel bresciano arriva dalle zone più colpite, come il milanese e la Brianza.

(red.) Il territorio della provincia di Brescia, come ormai si sta facendo notare da settimane sul fronte di questa seconda ondata in corso della pandemia da Covid-19, sta reggendo dal punto dei nuovi casi di contagio. Ma inizia ad aumentare la pressione sugli ospedali. Tanto che da qualche giorno proprio le strutture sanitarie bresciane stanno diventando la destinazione per i numerosi malati Covid provenienti da Monza. Questa seconda ondata sta colpendo soprattutto la zona occidentale della Lombardia, partendo da Milano, mentre Brescia e Bergamo, più colpite nel corso della prima ondata, sono meno toccate dal contagio. E a confermare che la situazione in diverse parti della regione è complicata c’è l’appello dell’ospedale San Gerardo di Monza.

Non esitano a definire “in collasso” il sistema ospedaliero, chiedendo aiuto. In primis, proprio a Brescia i cui pazienti nel corso della prima ondata erano stati ricoverati proprio anche nelle strutture brianzole. Il San Gerardo ieri è stato persino costretto a chiudere il pronto soccorso – poi riaperto – a causa dell’eccessiva pressione da nuove persone che avevano bisogno di un nuovo posto letto. E non a caso attualmente un terzo dei 584 pazienti ricoverati nei reparti ordinari e in terapia intensiva negli ospedali bresciani arrivano proprio dalla Brianza e dal milanese. Oltre all’ospedale Civile che è l’hub di riferimento per i malati più gravi, ieri, domenica 8 novembre, anche il Sant’Anna ha aperto i primi posti di rianimazione accogliendo cinque malati da Monza.

E per ora nei tre ospedali legati al Gruppo San Donato ci sono 90 ricoverati, di cui la metà da Milano. E per far capire come la situazione in alcune zone sia drammatica, la centrale dell’emergenza e urgenza ha già avvisato i mezzi di soccorso bresciani perché da oggi, lunedì 9 novembre, potrebbero essere chiamati a raggiungere Milano per accogliere i pazienti da portare negli ospedali bresciani. Nel frattempo, sempre da oggi alla Fiera di Bergamo si apre il nuovo ospedale da campo in cui i vari moduli dei posti letto saranno gestiti anche da medici provenienti dall’Asst Spedali Civili, dalla Franciacorta, dal Garda e dal gruppo San Donato.

Sempre sul fronte bresciano dei camici bianchi, la pressione sta salendo soprattutto sul “Mellini” di Chiari, il più vicino alla zona occidentale della Lombardia e dove i posti letto stanno aumentando di giorno in giorno, tanto da poter arrivare fino a 80. Soprattutto a causa dei numerosi arrivi dal milanese. Per questo motivo si sta cercando di aumentare le attività all’ospedale di Iseo per i malati non Covid. Infine, un altro aiuto arriva dal Maugeri di Lumezzane che ha convertito venti posti letto per subacuti, ma potrebbe essere in grado di arrivare fino a 100-120. Tuttavia, in quel caso servirà anche nuovo personale. Come successe nella prima ondata della pandemia.

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