Coronavirus, meno casi nel bresciano. L’esperto: “Si rispettano indicazioni”

L'epidemiologo dell'Ats Magoni sottolinea anche come l'unica arma efficace di prevenzione sia il lockdown totale.

(red.) Guardando al territorio regionale lombardo, la situazione di questa seconda ondata da Covid-19 è sotto gli occhi di tutti: le zone di Brescia, Bergamo e quelle orientali tra Lodi, Cremona e Mantova, decisamente più colpite nella prima ondata, stavolta stanno subendo effetti molto minori. Al contrario, è una battaglia nella parte occidentale tra Milano, la Brianza e Varese. Perché accade questo? L’epidemiologo dell’Ats di Brescia Michele Magoni, interpellato dal Giornale di Brescia, sottolinea questo dato di fatto spiegandolo anche con l’idea che chi ha vissuto in maniera drammatica la prima ondata ora sta rispettando meglio le disposizioni sanitarie.

Ma l’esperto non manca di indicare come anche la genetica influisca in questo settore, visto che ci sono familiari di persone risultate positive al nuovo coronavirus e che non osservano al meglio le indicazioni, ma non si ammalano. E lo stesso epidemiologo sottolinea una soluzione per evitare l’esplosione dei casi. “La vera arma di prevenzione è il lockdown totale – dice l’esperto al quotidiano bresciano – permette di contenere il virus prima che riesploda e in quel periodo ci si dovrebbe preparare ad attrezzarsi per la seconda ondata“. Almeno fino a quando non ci saranno terapie adeguate e soprattutto il vaccino.

Nel frattempo, come detto, Brescia sta reggendo in questa seconda ondata grazie ai numeri più ridotti di positivi e in questo senso si sta organizzando la rete ospedaliera. L’obiettivo è assistere non solo i pazienti Covid, ma anche tutti gli altri. E per questo motivo si stanno ampliando i posti letto anche per aiutare i pazienti che in questo momento arrivano soprattutto dalle province di Milano, dalla Brianza e da Varese. Una situazione che riguarda anche l’ospedale Civile nelle sue articolazioni e dove attualmente ci sono 124 pazienti Covid ricoverati, di cui uno su cinque dalle altre province lombarde. In ogni caso, nei piani del massimo ospedale cittadino c’è l’ampliamento fino a 200 posti Covid e si stanno lanciando bandi per il personale. Mentre tutto il resto delle attività sta proseguendo. Attualmente tra i ricoverati ci sono anche dai 40 ai 50enni e i posti letto garantiscono un maggiore turnover grazie al fatto che i malati sono meno gravi.

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