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Coronavirus in Lombardia, al Civile due moduli dell’ospedale in Fiera Bergamo

Il nostro massimo ospedale cittadino sta aumentando la dotazione dei posti letto per malati non Covid.

(red.) A causa di questa seconda ondata in corso di contagi da Covid-19 in Lombardiaieri, mercoledì 21 ottobre, oltre 4 mila casi – anche la rete ospedaliera si sta ampliando, visti i numerosi ricoveri ordinari, ma anche nelle terapie intensive. Nel frattempo, per non rischiare di replicare la situazione degli scorsi mesi di marzo e aprile con interi ospedali trasformati in reparti Covid, anche l’ospedale Civile di Brescia si sta attrezzando. Infatti, in questi giorni sono iniziate le procedure per aumentare i posti letto rivolti ai malati non Covid e appurati dal fatto che i loro tamponi, sottoposti prima del ricovero, sono risultati negativi.

Ma intanto dal punto di vista lombardo si sta raggiungendo il secondo livello di allerta a causa del boom dei nuovi ricoveri, anche in Rianimazione, facendo scattare nuove predisposizioni. A partire dalla riapertura dell’ospedale da campo di Bergamo e quello alla Fiera di Milano. “Le strutture sanitarie temporanee allestite nei padiglioni della Fiera di Milano e della Fiera di Bergamo riapriranno nei prossimi giorni e garantiranno al sistema lombardo i primi 201 posti letto aggiuntivi di cure intensive, che saranno gradualmente occupati”. Così ieri è intervenuto il governatore Attilio Fontana dopo una riunione di Giunta sul via libera al provvedimento chiesto dall’assessore al Welfare Giulio Gallera.

“La situazione epidemiologica attuale in rapida evoluzione rende necessaria l’adozione di misure organizzative straordinarie per potenziare l’offerta sanitaria di posti letto da destinare all’emergenza-Covid, cercando di garantire contemporaneamente una adeguata assistenza ai pazienti affetti dalle altre patologie”. L’attivazione delle strutture sanitarie temporanee prevede la collaborazione fra la Fondazione Irccs Ca’ Granda Policlinico e la Fondazione Ente Fiera per la realtà di Milano e fra l’Asst Papa Giovanni XXII e l’Ente Fiera per quella di Bergamo, con il coinvolgimento delle Ats di riferimento.

“A Milano vengono, allo stato attuale, attivati i primi 153 posti letto per cure intensive – dice Gallera – suddivisi in 4 moduli da 14 posti, 3 da 16 posti e 7 da 7 posti. A Bergamo invece funzioneranno 4 moduli da 12 posti letto. Queste nuove disponibilità saranno occupate in base allo stato di saturazione dei reparti di terapia intensiva Covid degli ospedali. Le complesse caratteristiche dei pazienti che verranno ricoverati in queste strutture sanitarie richiede un’assistenza clinica molto particolare e sofisticata. Per questo, nell’attuazione di questo progetto saranno quindi coinvolti gli operatori degli ospedali Hub della Lombardia. Che adotteranno uno o più moduli degli ospedali in Fiera“.

La gestione delle attività assistenziali nei vari moduli della Fiera di Milano è affidata agli ospedali Policlinico, Niguarda, San Gerardo Monza, San Matteo Pavia, Varese, Legnano/Busto, Humanitas. In una fase successiva verranno coinvolti gli ospedali di Lecco/Como, Gruppo San Donato e Cremona. I moduli in Fiera a Bergamo saranno gestiti, due dall’ospedale Papa Giovanni XXIII e due dagli Spedali Civili di Brescia. “Questi Hub garantiranno la presenza H24 di équipe mediche, infermieristiche e di supporto per i bisogni assistenziali dei pazienti nel modulo di competenza. Gli Hub, a loro volta, saranno quindi supportati dai relativi ospedali Spoke per la gestione del personale delle professioni mediche e sanitarie nei propri reparti interni. E potranno procedere, all’occorrenza, a nuove assunzioni”.

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