Coronavirus, scenario preoccupante: nel bresciano riaprono reparti Covid

All'ospedale di Desenzano ferie revocate ai medici. A Esine si riapre per due uomini con polmonite: sono positivi.

(red.) Nonostante gli attuali numeri sul fronte del contagio da Covid-19 siano molto diversi e decisamente meno gravi rispetto al periodo della piena pandemia di marzo e aprile, tra i medici e gli infermieri e negli ospedali sta tornando la preoccupazione con il rischio di rivivere quei drammatici momenti. E gli esperti parlano di uno scenario concreto, tutt’altro che improvvisato. Non a caso in Regione Lombardia si sta studiando il coprifuoco a partire da domani, giovedì 22 ottobre, dalle 23 alle 5. Il motivo è presto detto: il comitato tecnico scientifico regionale, analizzando le proiezioni, parla di 800 ricoverati in terapia intensiva alla fine di ottobre e 6 mila ricoveri ospedalieri. Una situazione che ha messo in allarme anche le strutture sanitarie bresciane.

Come dà notizia Bresciaoggi, in queste ore partirà l’arruolamento dei camici bianchi e operatori sanitari per rimettersi al lavoro sul fronte dei malati Covid. Non solo l’ospedale Civile di Brescia, punto di riferimento regionale, ma ogni struttura pubblica e privata dovrà riaprire i propri reparti dopo che anche il direttore generale del Welfare lombardo Marco Trivelli ha parlato di una fase 3 dell’epidemia in corso. Ma se i letti in terapia intensiva, nel frattempo aumentati, sono ritenuti sufficienti di fronte all’emergenza, preoccupano quelli più ridotti per i ricoveri meno gravi. Per quanto riguarda il territorio bresciano, nell’Asst del Garda l’ospedale di Desenzano ha già deciso di annullare alcuni interventi chirurgici programmati e revocare le ferie ai medici, mentre all’ospedale Mellini di Chiari si sta toccando con mano la seconda ondata.

Una situazione che colpisce anche la Valcamonica. Tanto che ieri, martedì 20 ottobre, come risulta al Giornale di Brescia, l’ospedale di Esine che era Covid free dallo scorso giugno, ha dovuto riaprire a due uomini che si sono presentati al pronto soccorso con una polmonite e manifestando la positività al Covid-19. E intanto anche le scuole continuano a restare bersagliate, seppur con numeri per fortuna decisamente bassi. All’asilo “Mario Rossi” di Castenedolo, per esempio, due sezioni sono state messe in quarantena dopo che una loro maestra è risultata positiva.

E un periodo di quarantena dovrà sostenerlo anche una classe dell’elementare di San Felice del Benaco dopo l’emersione di un caso positivo di un bambino. Ma d’altro canto si sta lottando anche sul fronte della ricerca di un vaccino. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha previsto che le prime dosi possano arrivare già a dicembre per quanto riguarda il vaccino allo studio tra Oxford, Irbm Pomezia e Astrazeneca.

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