Coronavirus, negli ospedali bresciani in arrivo anche pazienti da Milano

La nuova dimensione geografica della seconda ondata sta mettendo in crisi gli ospedali della Lombardia occidentale.

(red.) Sul territorio regionale lombardo, visto il nuovo boom dei casi positivi al nuovo coronavirus, si è attivata la prima fase di organizzazione ospedaliera tra hub e centri dedicati per i ricoveri dei pazienti Covid. Tanto che all’ospedale Civile di Brescia, tra i punti di riferimento in tutta la Lombardia, dei dieci pazienti ricoverati in terapia intensiva sei provengono da Milano e dalla parte occidentale della regione. Di questo dà notizia il Giornale di Brescia.

Ma non solo nelle terapie intensive, bensì anche nei normali reparti di Malattie infettive dove in pochi giorni e a ieri sono giunti dieci pazienti, sempre da Milano. Infatti, come sta emergendo, rispetto alla prima ondata di marzo e aprile che aveva colpito soprattutto Brescia e Bergamo, stavolta sono più in sofferenza i territori del milanese e della Brianza. Per questo motivo l’intera rete si sta attivando e nell’arco di un mese, come riporta il quotidiano bresciano citando fonti del Civile, saranno pronti i primi 64 posti letto nella scala 4 in ristrutturazione al Civile.

Il piano regionale prevede anche che nel caso in cui si arrivi a 150 posti letto occupati in terapia intensiva – al momento in tutta la regione sono 71 quelli occupati – si riaprirà anche il presidio alla Fiera di Milano e nel caso anche l’ospedale da campo di Bergamo. Nel frattempo, anche all’ospedale di Esine, in Valcamonica, sono arrivati alcuni pazienti da Milano e qui è stata anche riaperta l’unità di crisi come era accaduto la scorsa primavera.

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