Coronavirus in Lombardia, Cts: “Circola più velocemente di quanto si pensi”

Ieri un primo vertice con le istituzioni. Si aumentano i posti letto di subintensiva. E già si valutano zone rosse.

(red.) Nel territorio della regione Lombardia sembra di essere tornati alla scorsa primavera, tra marzo e aprile, dal punto di vista dell’emergenza sanitaria. Non tanto e per fortuna sul fronte dei decessi o delle terapie intensive, quanto perché l’ambito regionale è tornato a guidare la drammatica classifica dei nuovi casi positivi al Covid-19. Nella giornata di ieri, martedì 13 ottobre, come riporta il Giornale di Brescia, si è svolto un primo vertice tra le autorità e il Comitato tecnico scientifico della Lombardia in cui si è sottolineato che i contagi si diffondono molto più velocemente rispetto a quanto si pensasse.

E per questo motivo, ma non è all’ordine del giorno, si stanno anche valutando eventuali chiusure di territori e quindi apertura di zone rosse nei punti di emersione dei focolai. Per ora ci si limiterà ad analizzare i dati quotidiani e non è prevista un’ordinanza regionale più restrittiva rispetto al nuovo dpcm. Il Cts lombardo parla di una crescita grave di casi alla quale si sta assistendo, puntando l’attenzione soprattutto sul territorio di Milano e Varese. Ma è bene precisare che il problema non riguarda le terapie intensive dove i posti sono più che sufficienti, ma gli altri pazienti meno gravi.

Per questo motivo il Pirellone dovrebbe aumentare la dotazione di questi posti letto. E i numeri che fanno preoccupare sono quelli che hanno visto in agosto l’indice dei positivi pari all’1% rispetto ai tamponi effettuati, salito all’attuale 6%. Un altro disagio riguarda gli asintomatici e per questo motivo sul territorio si è riavviata la ricerca di hotel che possano ospitare la quarantena dei soggetti non gravi. Nel frattempo il Pirellone fisserà un incontro con le prefetture, mentre il Cts tornerà a riunirsi venerdì 16 ottobre.

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