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Coronavirus, ospedali lombardi si organizzano verso la seconda ondata

Il Civile sarà il punto di riferimento per i più gravi. Gli altri saranno portati nelle altre strutture sul territorio.

(red.) Secondo qualche esperto, siamo già di fatto entrati nell’avvio della seconda ondata della diffusione del contagio da Covid-19 come dimostrano i numeri dei nuovi casi positivi in continuo aumento. Ma una delle situazioni che resta più importante è capire la pressione sugli ospedali. Uno scenario che interessa ovviamente anche la Regione Lombardia e il bresciano. In questo senso la rete ospedaliera si sta organizzando. Come riporta il Giornale di Brescia, ci saranno diverse strutture di riferimento che potranno essere allargate per quanto riguarda la terapia intensiva dei pazienti Covid.

Anche se al momento la richiesta di posti letto riguarda soprattutto i meno gravi. Secondo quanto risulta al quotidiano bresciano, attualmente il sistema regionale si è messo nelle condizioni di ospitare fino a 150 pazienti in terapia intensiva, altri 400 a livello infettivologico e pneumologica e fino a mille pazienti meno gravi. In questo senso, saranno cinque gli ospedali di riferimento, compreso il Civile di Brescia, con una rete pronta ad allargarsi fino a diciassette strutture in caso di emergenza e coinvolgendo anche i centri fiera di Bergamo e Milano che possono ospitare fino a 300 posti in terapia intensiva.

E nel caso di maggiore emergenza dal punto di vista delle terapie intensive si potranno coinvolgere anche gli altri ospedali. In ogni caso, il direttore generale del Welfare in Lombardia Marco Trivelli, interpellato dallo stesso quotidiano bresciano, prevede come i nuovi casi aumenteranno di molto, ma meno gravi rispetto al periodo di marzo e aprile. Nel frattempo mercoledì 7 ottobre la Fondazione degli Spedali Civili di Brescia ha approvato il piano di ristrutturazione della scala 4 che prevede il via ai cantieri entro ottobre lungo i cinque piani dell’edificio.

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