Coronavirus, “casi come metà aprile”. Ma con meno vittime e più tamponi

Così parla il dg dell'Ats di Brescia Sileo. E da oggi i medici e pediatri possono prenotare tamponi rapidi agli assistiti.

(red.) Nel pomeriggio di ieri, giovedì 8 ottobre, nel momento in cui è stato diffuso il nuovo bollettino regionale della Lombardia sul fronte del contagio da Covid-19 non si poteva fare a meno di notare i 60 nuovi casi positivi emersi nel territorio della nostra provincia di Brescia. Tanto da far dire al direttore generale dell’Agenzia di Tutela della Salute Claudio Sileo che di fatto siamo tornati al periodo di metà aprile. Tuttavia, è bene ricordarlo, in quel tempo si registravano centinaia di vittime ogni giorno a livello nazionale, mentre attualmente se ne registrano “solo” una ventina. Insomma, è una situazione che a metà aprile si verificava in pieno lockdown, ma attualmente i nuovi casi emergono anche a fronte di una grande quantità di tamponi elaborati, anche oltre 120 mila, rispetto ai numeri più risicati di quel periodo drammatico.

In ogni caso, a confermare l’impennata dei contagi degli ultimi giorni precedenti a venerdì 9 ottobre arriva anche il dato del bresciano dove, sommando giorno dopo giorno, nella prima settimana di ottobre si sono avuti 240 nuovi casi positivi: gli stessi emersi in tutto il mese di luglio. E sempre dal punto di vista della nostra provincia, in città si registrano 15 nuovi casi in una situazione che non si vedeva da tempo, mentre per la loro piccola estensione si sta approfondendo l’aumento dei casi in un giorno tra Botticino, Pavone Mella, Rovato e Vestone che fanno pensare a possibili focolai.

Nel frattempo ad aiutare a velocizzare l’identificazione e quindi l’isolamento dei casi di contagio arriva la possibilità dei medici di base e pediatri di prenotare con una piattaforma informatica il tampone agli assistiti già il giorno successivo nel primo presidio territoriale disponibile. In ogni caso, dovrà essere lo stesso medico a valutare o meno il test diagnostico. Intanto, sembra che un aiuto alla lotta contro il Covid-19 possa arrivare anche dal semplice vaccino contro l’influenza, quest’anno ancora più importante. Il virologo Fabrizio Pregliasco, che ieri ha presentato in Regione Lombardia la nuova campagna di vaccinazione, ha sottolineato come alcuni studi indichino una risposta immunitaria derivante dal vaccino contro l’influenza e garantire maggiore protezione contro il nuovo coronavirus.

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