Vaccino anti-influenza, allarme farmacisti bresciani: mancano 40.500 dosi

Le categorie a rischio sono garantite (ma vaccino da novembre). Il problema riguarda tutti gli altri interessati.

(red.) L’allarme era stato lanciato da Federfarma parlando del vaccino antinfluenzale che in questo periodo, vista la situazione Covid, è ritenuto ancora più importante. Il disagio riguarda il fatto che diverse regioni, Lombardia compresa, si sarebbero mosse in ritardo per ordinare le dosi e tanto che gli stessi ambiti regionali, insieme appunto a quello del Pirellone, non sarebbero in grado di coprire fino al 75% degli interessati come richiesto dal Ministero della Salute. Anzi, in Lombardia sarebbe poco più del 66%. E nelle ore precedenti a mercoledì 30 settembre la presidente di Federfarma Brescia Clara Mottinelli ha sottolineato la preoccupazione. Che non riguarda i soggetti a rischio – over60, malati cronici, lavoratori sanitari, donne in gravidanza e bambini dai 6 mesi ai 6 anni – per i quali il vaccino è garantito e gratuito, bensì gli altri.

Tanto che gli stessi farmacisti propongono di fatto di arrangiarsi con altri farmaci naturali per potenziare le difese immunitarie. Parlando di numeri, nel bresciano mancherebbero circa 40.500 dosi destinate ai soggetti che di solito si vaccinavano ogni anno comprando la dose in farmacia. E in ogni caso, anche per le persone fragili il trattamento non sarebbe disponibile prima di novembre, visto che le farmacie potranno ordinare le dosi da consegnare a medici e pediatri solo dal 26 ottobre. Questo vuol dire che al massimo le altre categorie attive potranno vaccinarsi solo quasi in inverno, a dicembre. Ma su questo fronte l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera ha cercato di rassicurare.

“Abbiamo acquistato l’80% dei vaccini in più, quindi abbiamo dosi adeguate per far fronte a una grossa crescita delle richieste per le categorie a rischio. Con questo partiremo come da programma nella seconda metà di ottobre. Il nostro obiettivo – dice Gallera – è vaccinare le categorie a rischio, definite dal ministero della Salute, mentre il tema del libero mercato è un tema di cui si deve occupare il Governo in una strategia nazionale, non possiamo farci carico noi del cittadino ordinario”. Nel frattempo a Brescia città si stanno individuando cinque macro aree pubbliche dove i cittadino potranno sottoporsi al vaccino. Tra queste, si pensa all’oratorio di Buffalora e anche al nuovo hub aperto in via Morelli, polo logistico per i tamponi.

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