Coronavirus, il rischio contagio dai rientri di colf e badanti

La Fnp Cisl chiede linee guida chiare sulla gestione del fenomeno. Coinvolte 127 mila persone.

(red.) “Le famiglie lombarde non possono farsi carico anche di prevenzione, controllo sanitario e periodo di quarantena di badanti, collaboratori domestici e colf. Per questo la FNP CISL pensionati Lombardia chiede l’adozione di linee guida regionali e nazionali omogenee, con precise misure per venire incontro alle giuste esigenze delle famiglie e non scaricare tutte le responsabilità sulle stesse famiglie”.
Emilio Didonè, segretario generale dei pensionati, sottolinea la preoccupazione per il rientro di colf, badanti e collaboratori domestici in Italia da paesi a elevato rischio contagio. “Questione molto delicata, da non sottovalutare, perché rischia di esporre una parte di popolazione, particolarmente più fragile per età e/o condizioni di salute, al Covid19”. In Lombardia gli assistenti familiari regolarmente assunti sono circa 73mila (dati Inps 2018) mentre gli irregolari sono stimati circa 110mila per un totale di circa 182mila lavoratori domestici. Si calcola, infatti, che circa 127mila persone (il 70% dei lavoratori domestici) siano straniere, con una netta prevalenza (6 su 10) di provenienza dell’Est Europa. Il 60% di questi ultimi lavora come badante, e spesso convive con gli anziani e i malati di cui si prende cura.
Un costo per le famiglie già molto oneroso: ogni famiglia ha in carico una spesa di circa 17.000 euro medie anno, secondo i dati elaborati da FNP CISL Lombardia. L’ammontare complessivo di questo “welfare casalingo” arriverebbe a circa 3,1 miliardi di euro anno. In Lombardia i dati parlano di 367.000 persone over 65 anni con limitazioni funzionali che necessitano di cura e assistenza domiciliare, pari al 3,66 per cento della popolazione totale lombarda. Per la questione del rientro, FNP CISL Lombardia chiede che siano organizzati e disposti da subito luoghi ad hoc dove badanti e collaboratori domestici possano restare in sicurezza per l’eventuale periodo di quarantena.

“Le famiglie non possono farsi carico in casa del periodo di isolamento fiduciario del lavoratore, delle spese di prevenzione e controllo sanitario – continua Didonè. Non si può continuare a caricare responsabilità e spese sulle famiglie lombarde; è una questione molto delicata su cui alcune Regioni hanno già cominciato a muoversi purtroppo, come sempre, in ordine sparso. Per questo, la FNP CISL Lombardia chiede anche che vengano adottate linee guida chiare non solo in regione Lombardia ma su tutto il territorio nazionale, perché il rientro di badanti, collaboratori domestici e colf presso le famiglie necessita di una procedura precisa che salvaguardi la salute, sia del lavoratore che della persona assistita”.

Occorre indicare chiaramente le responsabilità in capo al servizio sanitario, al lavoratore e alla famiglia. Un nostro particolare invito a tutte le famiglie è di fare attenzione alle situazioni di irregolarità dei rapporti di lavoro che vanno regolarizzati per la sicurezza degli anziani assistiti, loro famiglie e collaboratori domestici utilizzando anche le opportunità di regolarizzazione che il Governo ha messo in campo”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.