Focolai da coronavirus a Brescia, 23 positivi erano stati al Billionaire

I due gruppi di amici avevano cenato a Ferragosto alla discoteca di Briatore a Porto Cervo e chiusa per focolaio.

(red.) Anche se avevano preferito alloggiare in hotel e case private, si erano trovati tutti insieme a Ferragosto intorno a un tavolo alla nota discoteca Billionaire di Porto Cervo, in Sardegna, i due gruppi di amici bresciani che attualmente costituiscono il principale focolaio emerso nella nostra provincia nell’ultimo mese rispetto a metà settembre. Ne dà notizia il Giornale di Brescia a proposito del fatto che gli amici, anche giovani imprenditori, avevano deciso di partecipare a una cena nel noto locale di Flavio Briatore, poi chiuso dopo aver scoperto un focolaio. E nel tornare a Brescia tutti si erano sottoposti al tampone e 23 di loro sono risultati positivi, seppur asintomatici.

Uno degli altri focolai emersi nel bresciano, come si era già saputo, è quello al centralino dell’ospedale Civile dopo che all’inizio di settembre un dipendente aveva manifestato un mal di gola e risultando positivo. E l’esito sugli altri ha portato a rivelare sei nuovi casi, mentre tutti gli altri rimasti a contatto con loro, ma risultati negativi, sono stati allontanati e monitorati e attualmente sostituiti da altri colleghi evitando l’interruzione del servizio. Sotto analisi resta anche il focolaio acceso nella struttura di accoglienza Tenda di Abramo in viale Venezia.

Nel frattempo ieri, venerdì 11 settembre, l’Istituto Superiore di Sanità ha emesso un altro monitoraggio settimanale (qui il documento completo) che sottolinea come ci sia un lento e progressivo peggioramento della situazione. Da una parte per il virus che continua a circolare, l’aumento della tendenza dei contagi per la sesta settimana consecutiva e più letti occupati in terapia intensiva. Ma anche l’età media dei malati di nuovo in salita a causa spesso dei contagi a livello familiare e l’indice di contagio Rt sopra l’1 da tempo. Per questo motivo viene lanciato un appello per continuare a rispettare le note misure anti contagio.

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