Coronavirus, due mini focolai a Rovato e Coccaglio. “Tendenza al peggioramento”

Quattro persone (famiglie straniere) in quarantena nei due paesi bresciani. Pubblicati i verbali delle riunioni del Cts.

(red.) Nella giornata di ieri, venerdì 4 settembre, sul fronte della diffusione del contagio da coronavirus sono emersi 1.733 nuovi casi positivi in tutta Italia, come non si vedevano dallo scorso maggio. Ma questo, però, a fronte di un boom di tamponi che hanno raggiunto i 113 mila. Analizzando i dati a livello lombardo e bresciano come quelli inseriti nell’ultimo bollettino quotidiano della Regione di ieri rispetto alle 24 ore precedenti emergono anche i nuovi 36 casi positivi nella nostra provincia.

E da questo punto di vista si ha notizia di due piccoli focolai venuti alla luce a livello familiare a Rovato e Coccaglio, con quattro persone poste in quarantena fiduciaria per venti giorni. In tutti i casi si parla di famiglie straniere che sono rientrate in Italia dopo aver trascorso un periodo di vacanza all’estero, oppure dopo essere tornate dai loro Paesi di origine.

Sempre nella giornata di ieri, intanto, il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità hanno diffuso il consueto monitoraggio (qui il testo), stavolta riferito al periodo tra il 24 e il 30 agosto, che mostra un indice di trasmissione del contagio medio in tutta Italia dell’1,18, parlando anche di una “tendenza al progressivo peggioramento e una trasmissione diffusa del virus su tutto il territorio nazionale che provoca focolai anche di dimensioni rilevanti e spesso associati ad attività ricreative che comportano assembramenti”.

Nel frattempo, ancora ieri, la Protezione Civile nazionale ha pubblicato quasi cento verbali (qui l’elenco completo) delle riunioni del Comitato tecnico scientifico nei quali emerge, tra le altre cose, la risaputa mancata zona rossa nella bergamasca nonostante la proposta di attuarla, ma anche l’opportunità o meno di chiudere le scuole di ogni ordine e grado.

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