Test rapidi per passeggeri da Paesi a rischio, già cento bresciani

Ieri, prima giornata per l'ordinanza, chiamate all'Ats da chi proveniva da Malta, Spagna, Grecia e Croazia.

(red.) Si è vissuta una prima giornata caotica ieri, giovedì 13 agosto, nel momento in cui è entrata in vigore l’ordinanza del Ministro della Salute Roberto Speranza, firmata poche ore prima, per effettuare i test rapidi in tutti gli aeroporti a tutti quei passeggeri che sono stati, negli ultimi quattordici giorni, nei Paesi più a rischio contagio da coronavirus come Croazia, Grecia, Malta e Spagna. E solo nella giornata di ieri, come riporta il Giornale di Brescia, sono stati un centinaio i nostri concittadini che hanno chiamato le sedi dell’Agenzia di Tutela della Salute dei vari territori e informandole dell’arrivo in Italia.

Come prevede l’ordinanza, in vigore fino al 7 settembre, bisogna segnalare il ritorno in Italia per sottoporsi al test rapido se possibile subito in aeroporto, oppure a un tampone entro due giorni dall’arrivo nel Belpaese. Almeno che non si sia stati sottoposti al test diagnostico tre giorni prima del ritorno in Italia e questo sia risultato negativo, ma mostrando comunque il referto. Molti bresciani hanno anche deciso di compilare il questionario disponibile sul sito internet dell’Ats e ora, in attesa di essere sottoposti al tampone entro due giorni, dovranno restare in isolamento fiduciario.

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