Coronavirus, Avis lancia il progetto sulla donazione del plasma iperimmune

L'associazione ha invitato i donatori a fare il test sierologico e il tampone. Se hanno anticorpi il consiglio è di donare.

(red.) Nelle settimane precedenti a venerdì 24 luglio e durante il periodo della piena emergenza sanitaria da Covid-19 nel bresciano e non solo, si è intravista una possibile soluzione di cura attraverso il plasma iperimmune. Quindi la parte del sangue che, nel caso di chi ha contratto e sconfitto il nuovo coronavirus, presenta gli anticorpi utili come cura. Su questo fronte l’Avis provinciale di Brescia sta lavorando a un grande progetto per realizzare una vera e propria “banca” del plasma iperimmune e con cui produrre dei farmaci derivati e dedicati.

Un’iniziativa che prende il via anche grazie ai contributi e alle donazioni economiche del fondo aiutiAMObrescia e alimentato, tra gli altri, dalla Fondazione Comunità Bresciana. Il progetto, di cui scrive il Giornale di Brescia che contribuisce allo stesso fondo, punta ad aumentare la produzione di plasma iperimmune come possibile cura nel momento in cui sono stati accertati i risultati nella riduzione della gravità dello stato di salute per chi ha contratto l’infezione. All’iniziativa, d’intesa con l’Avis, collabora anche l’ospedale Civile.

E sul fronte di questo progetto, il presidente nazionale dell’Avis, il bresciano Gianpietro Briola, sottolinea come l’Italia debba diventare al più presto autosufficiente nel possesso di plasma iperimmune, visto che gli Stati Uniti, il maggiore fornitore, in questo momento è nel pieno della pandemia. Proprio da Brescia è partito l’input a livello di Regione Lombardia, tanto che l’Avis ha invitato i propri consueti donatori a presentarsi al Brixia forum per sostenere il test sierologico e il tampone. Chi risultasse positivo allo sviluppo degli anticorpi potrà recarsi alla sede dell’associazione in piazzetta Avis per donare il proprio plasma, con due interventi nell’arco di 14 giorni.

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