Case di riposo, riaprono i nuovi ingressi. 1.500 anziani entro luglio

Sbloccati ingressi nelle Rsa bresciane. Tutti dovranno sottoporsi al test sierologico, tampone e quarantena.

(red.) Nelle settimane precedenti a sabato 11 luglio le decine di case di riposo in provincia di Brescia avevano lanciato l’allarme anche dal punto di vista economico, visto che le mancate rette degli ospiti deceduti e il blocco dei nuovi ingressi avrebbero rischiato di mandare in default i bilanci delle strutture residenziali. Ma ora, come dà notizia il Giornale di Brescia, la situazione si è sbloccata, tanto che da qui alla fine di luglio le decine di strutture attive nel bresciano potranno tornare a ospitare gli anziani. Si parla di 1.500 ospiti che, dopo essersi vista bloccata la posizione, gradualmente verranno accolti nelle Rsa.

Senza dimenticare però che le strutture non potranno essere riempite in toto, visto che una serie di posti letto dovranno restare liberi e disponibili in caso di necessità di isolare pazienti che dovessero presentare sintomi o risultare positivi all’infezione da Covid-19. Come già previsto a livello regolamentare, tutti gli anziani che saranno ammessi nelle case di riposo bresciane dovranno prima sottoporsi al test sierologico per capire se abbiano sviluppato gli anticorpi e in seguito anche al tampone.

Se entrambi i test risulteranno negativi, ci sarà il via libera, ma gli ospiti dovranno anche trascorrere quattordici giorni da soli come sorta di quarantena prima di poter relazionarsi con gli altri. Da qui alla fine del mese, quindi, è previsto del movimento verso le Rsa, anche da parte di quei soggetti che sono stati in ospedale e chiamati a svolgere la riabilitazione nelle residenze sanitarie e sulla base anche di quanto verrà accordato con i Servizi sociali dei paesi sedi delle strutture. Di certo i familiari potranno far visita agli ospiti, anche se al momento restano ancora vietati baci e abbracci.

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