Test sierologici, nel bresciano solo 1 su 3 aderisce alla campagna nazionale

Metà dei chiamati dalla Croce Rossa dice di voler aspettare e valutare. Ma tra pochi giorni i test scadranno.

(red.) Mancano ancora pochi giorni per dare un risultato definitivo, ma al momento la campagna nazionale (e bresciana) dei test sierologici a tappeto lanciata dal Ministero della Salute e messa in campo attraverso la Croce Rossa che sta contattando i cittadini rischia di diventare un fallimento. Tanto che al momento su 150 mila persone scelte come semplice campione da analizzare, meno della metà (70 mila) hanno risposto di acconsentire a farsi sottoporre al prelievo di sangue per capire se si hanno sviluppati gli anticorpi al Covid-19 e quindi tracciare una mappa epidemiologica.

Di fronte a questi numeri sotto le attese, anche se c’è ancora qualche giorno di tempo utile, la campagna nazionale rischia di non produrre risultati. Da una parte perché a metà luglio scadono i test e dall’altra perché i dati finora raccolti da quelli che hanno aderito non sono sufficienti per determinare la mappa sull’epidemia. Una situazione che sta interessando, anche in senso peggiore, il territorio bresciano dove, come risulta al Giornale di Brescia, solo uno su tre ha detto sì al test sierologico gratuito su chiamata della Croce Rossa.

Il quotidiano bresciano precisa anche però che il resto non si è detto contrario, ma ci sono metà degli utenti che hanno detto di voler aspettare e valutare. Di conseguenza al momento 918 bresciani su 3.400 contattati hanno aderito. Il motivo della diffidenza verso il test? In caso di positività agli anticorpi, si dovrebbe restare isolati in attesa di un tampone e se anche questo dovesse risultare positivo, quindi con il virus ancora in corpo, si sarebbe costretti a rimanere isolati. Un altro lockdown, insomma. A livello nazionale il Ministero della Salute si poneva l’obiettivo di avere l’80% degli utenti, ma il rischio è di non arrivare nemmeno alla metà.

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