Quantcast

Coronavirus, bambini possono infettare. “Meglio i test del distanziamento”

Nei maggiori casi sono asintomatici, ma possono infettare altri. E il prof. Massimo Galli punta sulla sorveglianza.

(red.) Questo periodo di luglio anche nel bresciano sta vedendo molti bambini impegnati nelle diverse attività estive e nei grest che i Comuni, le parrocchie o altre realtà locali sono riusciti a organizzare per consentire loro di divertirsi mentre le famiglie sono impegnate al lavoro. Ma il caso, per esempio, di Roma in cui un bambino iscritto a un centro estivo è stato trovato positivo al Covid inducendo alla chiusura dello stesso grest, deve fare riflettere. Da questo punto di vista, come emerge anche da più parti e riportato dal Giornale di Brescia, si è compreso che anche i bambini si possono infettare facilmente come gli adulti.

Ma nel caso dei piccoli, l’infezione può essere più complicata da rintracciare nel momento in cui la maggior parte sono asintomatici o hanno pochi sintomi e leggeri. Ma è comunque una condizione che può portare gli stessi bambini a infettare altre persone come dice Marco Cattalini della Reumatologia e Immunologia pediatrica dell’Ospedale dei Bambini del Civile di Brescia e interpellato dal quotidiano bresciano. Nell’ospedale dei Bambini sono stati ricoverati circa trenta con l’accertata presenza del Covid e di cui un terzo con una sindrome più grave, ma per fortuna sono tutti guariti. Per questo motivo e vista la possibilità anche dei bambini di infettare gli altri, il messaggio del distanziamento sociale e delle mascherine riguarda anche loro, nonostante non ci sia l’obbligo sotto i 6 anni.

Bisogna anche considerare, però, che nel territorio regionale lombardo, il più colpito dalla pandemia a livello nazionale, i piccoli non vengono sottoposti ai tamponi e ai test sierologici. Non solo, perché nemmeno il pediatra, anche in caso di sintomi acclarati, può prescrivere questi test. Al massimo può solo segnalare la condizione all’Ats di competenza. Nel frattempo, aldilà dei centri estivi, si fa avanti anche il dubbio del ritorno a scuola e il rischio di infezione. Tanto che il noto professore Massimo Galli, di cui riporta ancora il quotidiano bresciano, sottolinea come sia migliore la campagna epidemiologica fatta di test sierologici piuttosto del distanziamento sociale che è complicato raggiungere.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.