Coronavirus, Ats Brescia: “possibili nuovi casi nei prossimi mesi”

Oltre 94 mila tamponi effettuati dall'inizio dell'emergenza. Nel periodo più drammatico il 68% delle analisi positive.

(red.) Nelle settimane precedenti a giovedì 4 giugno un grafico stilato dagli esperti aveva indicato come in Lombardia si sarebbe potuti arrivare a contagio zero a metà agosto. E secondo il direttore dell’Agenzia di Tutela della Salute di Brescia Claudio Sileo, interpellato dal Giornale di Brescia, è possibile che nei quattro mesi successivi emergano altri nuovi casi positivi. Questo perché, nonostante al momento i focolai siano per fortuna molto ridotti, il virus continua però a circolare.

Dalla stessa Ats fanno anche sapere che dallo scorso 21 febbraio, quando è iniziata l’emergenza, sono stati effettuati e processati oltre 94 mila tamponi da parte del servizio sanitario regionale. In ogni caso, che l’emergenza sia ormai alle spalle, oltre agli ospedali e terapie intensive quasi svuotati dei pazienti Covid, lo dicono anche i risultati dei casi positivi ai tamponi. Nel pieno del periodo drammatico si è arrivati a due terzi dei tamponi positivi, mentre ora non supera il 2%, anche se non inclusi quelli effettuati negli ospedali.

E dei 94 mila test diagnostici effettuati, oltre la metà sono stati processati dall’Istituto Zooprofilattico, un terzo dal Civile e il 10% dai laboratori di Synlab. Ma non si tiene conto di quelli effettuati a pagamento da parte dei privati. Sul fronte dei test sierologici, invece, quelli per capire se si sono sviluppati gli anticorpi al Covid, l’Ats ne ha effettuati poco più di 4 mila rispetto al doppio delle persone contattate e infatti molte di queste non hanno accettato. L’idea di risultare positive ed essere messe in isolamento in attesa del tampone induce molti a non accettare di sottoporsi al prelievo venoso. Dall’Ats cercano anche di rassicurare sul fatto che una nuova possibile ondata di epidemia il prossimo autunno dovrebbe essere più lieve anche perché si sarà in grado di affrontarla.

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