Coronavirus, Ordine Medici bresciani: “uno su tre non dorme più bene”

Si chiedono figure di supporto psicologico e una riforma: medico si occupi solo dei malati e non della burocrazia.

(red.) Il grido d’allarme arriva dai medici che hanno operato nel bresciano, una delle province più colpite a livello nazionale dallo tsunami della diffusione del contagio da Covid-19. Ed è scritto nero su bianco in un sondaggio che l’Ordine dei Medici di Brescia ha fatto compilare ai professionisti – tra medici, infermieri e operatori sanitari – lavorando sui pazienti colpiti dalla pandemia. E senza dimenticare soprattutto le terapie intensive e i deceduti senza che si potesse fare nulla. Dal sondaggio emesso dal Consiglio direttivo del presidente Ottavio Di Stefano con i consiglieri Gianpaolo Balestrieri e Angelo Bianchetti, emerge che il 41% di chi ha operato in corsia dice di avere pianto e uno su tre non riesce più a dormire bene, senza quindi poter lavorare serenamente.

Si parla di tanto stress e fatica, oltre al fatto che l’80% sostiene di essersi sentito impotente nel fronteggiare una malattia così grave e sconosciuta. Per questo motivo il Consiglio dell’Ordine chiede subito di adoperarsi con figure di supporto psicologico e soprattutto una riforma in ambito sanitario con cui i medici possano pensare solo a prendersi cura dei malati e non della burocrazia, senza dover essere valutati nei propri obiettivi raggiunti.

“Ma non vediamo nei decisori nemmeno l’ombra dello stesso spirito – scrive l’Ordine – non ci si può affidare soltanto all’abnegazione estrema, eccezionale, che come tale non si può né ripetere né perpetuare”. E dall’Ordine sollevano anche il tema dei familiari di pazienti che hanno annunciato di voler procedere con denunce verso i medici. “Sarebbe paradossale, intollerabile, che chi non è scappato, chi ha fatto il proprio dovere a rischio della salute, della vita, sua e dei propri familiari, venisse chiamato in giudizio alla ricerca di capri espiatori per una tragedia che è stata collettiva”.

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