Coronavirus, spostamenti tra regioni dal 3 giugno. Ma Lombardia punta all’8

L'assessore al Welfare Gallera predica prudenza. 8 giugno attesi risultati più consolidati sulla curva del contagio.

(red.) Dal prossimo mercoledì 3 giugno ci si potrà muovere tra regioni diverse. E’ l’esito comunicato dal ministro della Salute Roberto Speranza dopo l’incontro, in videoconferenza, del presidente del Consiglio Giuseppe Conte con i capi delegazioni della maggioranza. Gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità indicano come gli indicatori del contagio siano positivi e in riduzione, anche se lo scenario è diverso in alcune parti d’Italia. In particolare per quanto riguarda la Lombardia dove ieri, venerdì 29 maggio, rispetto alle precedenti 24 ore ha registrato l’esito positivo al Covid di quasi due terzi dei tamponi rispetto a tutta l’Italia.

In ogni caso il governatore Attilio Fontana sottolinea come i numeri siano buoni con il trascorrere delle settimane e un altro indicatore importante arriva dalle terapie intensive in continuo calo e nonostante l’aumento dei ricoverati (non gravi) negli ospedali. Quindi la tendenza è a riaprire i confini regionali dal 3 giugno e in quel caso non ci sarà bisogno di alcun provvedimento aggiuntivo, visto che l’attuale decreto del presidente del Consiglio è in vigore fino al 2 giugno. E dal giorno successivo, nel caso, potrebbero essere adottate solo poche limitazioni.

Per esempio proprio in Lombardia, visto che l’assessore al Welfare Giulio Gallera si è detto più prudente e indicando come in lunedì 8 giugno una data importante. Per quel giorno, infatti, sono attesi una serie di dati consolidati sulla curva del contagio. Quindi, nonostante le pressioni alle riaperture totali, d’intesa con il Governo non è escluso che la Lombardia possa veder concedere gli spostamenti verso le altre regioni con qualche giorno di ritardo rispetto alle altre. Anche se il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia aveva annunciato la volontà di riaprire senza distinzioni.

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