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Post-coronavirus, nel bresciano si monitorano 3 mila addetti di sei aziende

E' una sperimentazione di sei mesi, prima del genere in Italia, per intervenire subito ed evitando possibili focolai.

(red.) Sei aziende bresciane sono coinvolte nella sperimentazione sanitaria recentemente avviata per il monitoraggio epidemiologico, con un totale di 3 mila dipendenti: si tratta di Feralpi, Streparava, Beretta, Brawo, Salumificio Volpi e Università degli Studi di Brescia. Le aziende sono state individuate secondo un criterio di presenza territoriale nella provincia di Brescia e con attenzione anche alla diversificazione settoriale. L’iniziativa – coordinata dall’Università degli Studi di Brescia e dalla Asst Spedali Civili – è stata avviata lo scorso 4 maggio, durerà sei mesi e rientra nell’ambito del progetto SCED-COV che prevede l’elaborazione e l’applicazione di un protocollo di sorveglianza clinico-epidemiologica e diagnostica per la ripresa dell’attività lavorativa in sicurezza nel corso della pandemia.

L’obiettivo è quello di aumentare il livello di sicurezza all’interno delle fabbriche e delle aziende, grazie all’utilizzo di strumenti tecnologicamente avanzati, tra cui un’app che consente di mantenere un contatto diretto con il medico competente e fare in modo che le diagnosi siano più precoci e i focolai più circoscritti. L’efficacia delle misure adottate in emergenza dall’Italia per il contenimento della pandemia dimostra l’importanza dei comportamenti individuali responsabili. Il monitoraggio clinico è basato sulla collaborazione dei lavoratori nell’aggiornamento quotidiano dei dati da inserire in un’app. Tali informazioni sono di carattere esclusivamente sanitario su sintomi e contatti a rischio, sono accessibili solo a personale sanitario e non entrano nel merito di altri ambiti della sfera privata.

Si tratta di un impegno fondamentale per riuscire, con la collaborazione di tutti i dipendenti, a limitare gli effetti del Coronavirus, in azienda e non solo. Le attività di sorveglianza clinico-epidemiologica e diagnostica partono con il tracing, il monitoraggio clinico-epidemiologico quotidiano, tramite apposita app, a partire da software già in uso e validato dalla UOC Ospedaliera di Medicina del Lavoro diretta dal prof. De Palma dell’Università di Brescia. Questa permetterà di raccogliere dai lavoratori informazioni sulla presenza o meno di sintomi specifici dell’infezione Covid-19, anche grazie alla misura e registrazione quotidiana in azienda della temperatura corporea. L’attività è mirata all’identificazione in fase precoce di casi sospetti paucisintomatici o sintomatici.

Potrà anche effettuare il contact tracing, ossia l’individuazione precoce degli stretti contatti di casi sospetti, probabili o confermati, per spezzare quanto più precocemente possibile la catena del contagio intra-aziendale. Spazio anche a un testing longitudinale, monitoraggio diagnostico a due tempi per la diagnosi di infezione in atto, clinicamente apparente o meno, tramite ricerca dell’RNA virale Sars-Cov-2 su tampone e valutazione dello stato di immunizzazione tramite test sierologici per la ricerca e titolazione di anticorpi specifici per il virus. Infine, un testing mirato nei casi sospetti o negli stretti contatti, evidenziati dal monitoraggio clinico-epidemiologico per la diagnosi di malattia e per la verifica di assenza di contagiosità.

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