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Coronavirus e Kawasaki nei bambini, si studia un legame

Dieci casi solo a marzo all'ospedale Civile: di solito sono un paio in un anno. In Pediatria c'è attenzione.

(red.) L’esperienza cinese e poi confermata anche in Italia ha fatto comprendere che i bambini siano i meno colpiti dal contagio da coronavirus. E, nel caso di contrazione del Covid-19, l’esito è per fortuna molto meno drammatico rispetto all’evolversi negli adulti. Ma c’è una situazione che sta preoccupando. Nel reparto di Pediatria dell’ospedale Civile di Brescia nel solo mese di marzo ci sono stati dieci bambini ricoverati con la sindrome di Kawasaki.

E bisogna considerare che di solito sono un paio, cinque al massimo, nell’arco di un anno. I sintomi più evidenti sono febbre alta e difficoltà nelle vie respiratorie indotti da un’infiammazione dei vasi del cuore. Che può provocare anche disturbi a livello di pelle, alla bocca e perfino al cuore. Il numero di casi ha portato l’ospedale cittadino a mantenere alta l’attenzione, anche perché questi casi sono stati riscontrati in bambini che hanno contratto il virus e altri non positivi, ma che hanno avuto contatti con quelli che lo sono.

Nella massima struttura cittadina sono trenta i bambini contagiati dal virus, la maggior parte sotto i 10 anni, mentre solo uno è finito in terapia intensiva. La sensazione tutta da studiare è che ci sia un collegamento tra il coronavirus e la sindrome da Kawasaki. Malattia per la quale vengono trattate immunoglobine e aspirina.

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