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Coronavirus, fase 2 dal 4 maggio. Ma Ricciardi (Oms): “Troppo presto in alcune regioni”

A metà settimana la task force consegnerà la relazione al Governo. Da qui le linee guida per la ripartenza.

(red.) Quella che si apre oggi, lunedì 20 aprile, sarà una settimana cruciale dal punto di vista del piano con cui lanciare la seconda fase in seguito all’emergenza sanitaria, ancora in corso, sulla diffusione e i contagi da coronavirus. La fase 2, come ormai noto, sarà quella durante la quale si dovrà convivere con il virus e tornare a una vita più normale rispetto all’attuale lockdown. Per questo motivo il Governo italiano insieme alla task force e al comitato tecnico scientifico sta lavorando sulla graduale ripartenza. E proprio questa settimana Vittorio Colao, al capo della task force, dovrebbe consegnare al Governo la relazione su come ripartire, iniziando dalle attività produttive e dai trasporti.

E lo stesso documento potrebbe essere già analizzato mercoledì 22 con le Regioni e i Comuni per poi definire le linee guida sulla ripartenza che comunque, come ha ribadito il premier Giuseppe Conte, non sarà prima della fine del lockdown, cioé il 3 maggio. E infatti, sembra che anche qualche settore che poteva avviarsi già qualche giorno prima, come la moda e l’edilizia dal 27 aprile, entrerà in campo dal 4 maggio. Ma mentre a livello nazionale si sta lavorando sulla graduale riapertura, il consulente del Ministero della Salute Walter Ricciardi dice che “è assolutamente troppo presto iniziare la fase 2: i numeri, soprattutto in alcune regioni, sono ancora pieni di una fase 1 che deve ancora finire”. E tra queste regioni indicate c’è ovviamente la Lombardia che registra la metà dei casi di contagio e di deceduti di tutta l’Italia.

Nel frattempo il premier Giuseppe Conte ha sottolineato che la ripartenza potrà avviarsi dando priorità all’implementazione dei Covid hospital, all’assistenza territoriale e anche sull’applicazione “Immuni” per tracciare i contagiati. Ma cosa succederà dal 4 maggio? Tutte le attività produttive dovrebbero ripartire, tranne i bar, ristoranti, parrucchieri, discoteche, teatri e cinema che saranno scaglionati nel corso delle settimane e mesi successivi (bar e ristoranti previsti nella seconda metà di maggio e a dicembre la riapertura di teatri e cinema). La seconda fase inciderà anche sull’alleggerimento del lockdown e favorirà gli spostamenti individuali, anche se gli anziani dovrebbero rientrare solo in un secondo momento.

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