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Coronavirus, al Civile e alla Poliambulanza si studia l’uso dell’eparina

I due ospedali bresciani sono tra i quattordici a livello nazionale a testare l'anticoagulante sui pazienti Covid.

(red.) Nel fronteggiare le conseguenze del coronavirus sui pazienti ricoverati in ospedale, a livello nazionale anche in Italia si è diffuso il nome dell’eparina come farmaco da trattare. Si tratta di un anticoagulante che viene studiato nei suoi effetti pratici e questo trattamento coinvolge quattordici ospedali italiani, di cui anche il Civile e la Poliambulanza di Brescia. E’ bene precisare, però, che si tratta di una cura sperimentale e tutta da valutare nel caso dei pazienti affetti da Covid-19 e che presentano un quadro clinico moderato o grave, a volte accompagnato a una forma di trombosi polmonare.

Tanto che, come dà notizia il Giornale di Brescia riportando lo studio intorno all’eparina, nello scorso mese di marzo si è assistito negli ospedali bresciani a oltre il doppio delle tromboembolie e trombosi rispetto allo stesso periodo del 2019. Per questo motivo, dopo l’assenso anche dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), l’eparina viene usata con altri farmaci per cercare di ridurre gli effetti del Covid. Lo studio autorizzato dall’Aifa per l’eparina riguarda circa 300 pazienti e di cui molti sono in cura proprio al Civile e alla Poliambulanza. Come detto, però, non ci sono prove sicure sul fatto che questo farmaco funzioni, anche se a Wuhan, dove è partito il contagio, sono stati trovati dei vantaggi in chi è stato trattato.

E anche l’Organizzazione mondiale della Sanità ha riconosciuto gli effetti che il trattamento sta dando. Tuttavia, alcuni esperti scientifici sottolineano come la terapia non possa essere adeguata fino a quando non si conosceranno con esattezza tutti gli effetti. Nel frattempo, come riporta ancora il quotidiano bresciano, la Società italiana di Malattie infettive e tropicali (Simit), di cui fanno parte anche alcuni specialisti dell’ospedale Civile, ha sviluppato un documento con i farmaci e trattamenti al momento conosciuti e da poter trattare sui pazienti affetti da Covid. Si va dal desametasone per le insufficienze respiratorie fino alla clorochina, idrossiclorochina e l’antireumatico Tocilizumab.

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