Coronavirus, agli ospedali bresciani meno accessi ma più gravi

A causa dei pronto soccorso intasati negli ultimi giorni, gli ultimi pazienti si sono presentati con infezioni avanzate.

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(red.) Dal bollettino presentato ieri, domenica 22 marzo, dall’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera è emerso come il numero di contagiati e anche dei decessi stia rallentando. E questa è una notizia positiva, anche se lo stesso assessore dice di aspettare ancora qualche giorno per capire se sia una tendenza al ribasso o sia stato solo un episodio. Tanto che dall’Istituto Superiore di Sanità fanno sapere che questa settimana che inizia oggi, lunedì 23 marzo, sarà cruciale. In provincia di Brescia i casi positivi sono 5.313, +413 rispetto al giorno precedente e 737 i decessi, +66. Ma ci sono anche 1.668 persone dimesse, a fronte però di un numero di certo maggiore di contagiati e di decessi nelle case di riposo o in casa e senza che siano stati sottoposti al tampone.

Notizie più positive riguardano gli ospedali dove si registrano meno accessi ai pronto soccorso. Ma allo stesso tempo emerge un’altra preoccupazione: i meno malati che raggiungono gli ospedali presentano però condizioni più gravi. E la sensazione è che molti pazienti, viste le strutture stracolme dei giorni scorsi, abbiano deciso di presentarsi solo in seguito, ma quando ormai l’infezione è avanzata. Una conferma in questo senso arriva dalla Poliambulanza dove il problema non riguarda più i posti letto ordinari, ma ancora quelli di terapia intensiva. Perché se ai pronto soccorso arrivano meno pazienti, ma più gravi, sono necessari maggiori posti di rianimazione. E una situazione simile si sta vivendo anche all’ospedale Civile.

Nel resto della provincia, invece, ai pronto soccorso di Chiari e Iseo quella di ieri, domenica 22, è stata una giornata di tregua dopo un mese di tour de force e con turni di lavoro massacranti. Segno anche del fatto che dalla vicina provincia di Bergamo, la più colpita, arrivano meno pazienti. Nel frattempo, nelle due strutture franciacortine domani, martedì 24 marzo, sono attesi nuovi medici, infermieri e anche altri dispositivi di protezione individuale.

Sul fronte dei posti letto, abbandonata l’idea dell’ospedale da campo, a Brescia è maturata quella dell’ospedale “diffuso” aumentando i posti letto nelle maggiori strutture in provincia, soprattutto sul fronte della terapia intensiva. In generale, il territorio può contare fino a oltre 5 mila posti come capienza e in questo senso l’obiettivo già in questi giorni è di ricavare altri 150-200 posti grazie alla generosità dei bresciani. Intanto, pare che la clinica Maugeri di Lumezzane, rispetto ai 90 posti messi a disposizione attualmente, possa trasformarsi in un intero presidio Covid per ospitare i pazienti meno gravi provenienti dagli ospedali.

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