Coronavirus e locali vuoti a Brescia, chiesto incontro al sindaco

Il consulente industriale Chiappani, conoscitore della Cina, chiede al primo cittadino di informare i bresciani.

(red.) Parrucchieri, ma anche ristoranti e locali gestiti da cinesi che in città a Brescia restano vuoti per la paura di essere contagiati dal Coronavirus. Eppure, come fanno sapere anche dall’Istituto Superiore di Sanità, in Italia il virus non circola, mentre gli unici tre casi accertati si trovano nel reparto Infettivi dello Spallanzani di Roma. La fobia per tutto ciò che è cinese ha spinto i bresciani persino a cercare di tenersi alla larga dagli orientali a causa dell’epidemia in corso.

E di fronte alla disinformazione un bresciano illustre come Giuseppe Chiappani, consulente industriale in pensione e amico del popolo cinese, si è fatto avanti. Tanto da chiedere un incontro direttamente al sindaco Emilio Del Bono e che dovrebbe tenersi la settimana successiva a mercoledì 12 febbraio. Chiappani sottolinea come siano pochi i cinesi residenti a Brescia che tornano in Cina per il Capodanno, mentre a quelli rientrati le stesse aziende bresciane chiedono un periodo di quarantena retribuito.

Ora l’obiettivo è quello di coinvolgere anche il primo cittadino nel sensibilizzare i bresciani e informarli correttamente sulla situazione che in questo momento non vede alcun pericolo.

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