Coronavirus dalla Cina, scoppia la psicosi anche a Brescia

Farmacie prese d'assalto per l'acquisto di mascherine, disdette nei ristoranti e viaggi che vengono annullati.

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(red.) A Brescia città e nel resto della provincia ci sono numerose attività cinesi tra ristoranti e negozi di benessere (centri estetici e parrucchieri), ma in questo periodo, con il Coronavirus che in Cina – epicentro a Wuhan – ha ucciso un centinaio di persone e provocato migliaia di contagi, la preoccupazione si è diffusa anche nel nostro territorio. I primi a verificarlo sono gli stessi cinesi, visto che tra disdette e mancate prenotazioni, nei ristoranti si sono dimezzati i clienti. Ma la situazione riguarda anche i barbieri e parrucchieri, tanto che chi preferiva rivolgersi a loro per i costi minori, ora si reca da quelli italiani.

Da questo clima di preoccupazione sono coinvolte anche le farmacie, tanto che le mascherine vanno a ruba, così come chi chiede informazioni sul virus e come non essere contagiato. Il rischio a questo punto è che nasca la psicosi, nonostante i cinesi che lavorano e abitano nel bresciano parlino di un allarme ingiustificato. E anche dalle farmacie, tramite la presidente di Federfarma Clara Mottinelli, si fa riferimento a una situazione di allarme che non avrebbe motivo di esistere. E per quanto riguarda le mascherine – anche fino a maxi ordinazioni in poche ore – sono soprattutto cinesi che le inviano ai loro Paesi o da chi deve viaggiare all’estero.

Questa situazione generale si sta ripercuotendo nelle relazioni tra Brescia (e l’Italia) con la Cina. Per esempio, diversi studenti della scuola superiore Abba-Ballini di Brescia, come riporta il Giornale di Brescia, alla fine di febbraio sarebbero dovuti andare in gita in Cina, ma il viaggio è stato annullato. Confermato, invece, al momento il viaggio di vari studenti dell’università Cattolica.

Il prossimo giugno a Brescia sarà in dubbio anche l’arrivo di imprenditori cinesi verso l’Ok School Academy di Brescia, ma la preoccupazione sta interessando anche il turismo e le tradizioni. Per esempio, a febbraio a Ponte di Legno era prevista una gara di sci per cinesi residenti nel nord Italia e in particolare a Milano, ma la competizione è stata cancellata. Così come il Capodanno cinese che per rispetto a Brescia non verrà celebrato e si sono moltiplicate le disdette.

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