Meningite, anche polizia penitenziaria chiede il vaccino

Dimesso un 16enne e fuori pericolo il marito di una deceduta. Messe di San Mauro annullate ieri a Sarnico.

(red.) In questi giorni, e lo sarà fino a domani, venerdì 17 gennaio, sta andando avanti la campagna di vaccinazioni sul basso Sebino in seguito ai casi diagnosticati di meningite meningococco di tipo C, il più aggressivo e che ha provocato anche due decessi. In queste ore resta aperto l’ambulatorio di via Giardini Garibaldi a Iseo dove il vaccino, da parte di chi non l’ha ancora fatto, può essere sostenuto anche giovedì prossimo 23 gennaio. Questo trattamento negli ambulatori ha riguardato i cittadini e nel frattempo la stessa campagna sta interessando anche le scuole presenti nella zona a rischio.

Ora l’emergenza sta rientrando e nelle ultime ore è stato anche dimesso il 16enne di Castelli Calepio che era stato ricoverato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo a causa di una forma di meningite da meningococco di tipo B, meno aggressivo. Nello stesso ospedale è stato dichiarato fuori pericolo anche Romano Ghirardelli, il 54enne di Predore marito di Marzia Colosio deceduta proprio per l’infezione dal batterio il 3 gennaio scorso all’ospedale Civile di Brescia. E di fronte a un panorama che per fortuna sta tornando alla normalità, sulla sponda bergamasca del lago d’Iseo sono state prese alcune precauzioni.

Per esempio, dopo 15 anni, è stata annullata la messa all’ospedale Faccanoni di Sarnico per il santo patrono San Mauro ed evitare di far accedere persone provenienti dall’esterno della struttura sanitaria e metterli in contatto con i degenti. Così come è stato sospeso il bacio della reliquia del Santo nelle messe celebrate ieri, mercoledì, dal vescovo emerito di Fidenza Carlo Mazza e da quello emerito di Brescia Bruno Foresti.

Nel frattempo in questo scenario si inserisce anche il Sinappe, il sindacato degli agenti di Polizia penitenziaria. E i secondini che operano nelle carceri nella zona a rischio tra Brescia e Bergamo chiedono anche loro di essere vaccinati di fronte alla presenza di soggetti e detenuti che vengono anche dall’esterno della provincia. E il sindacato annuncia su questo fronte di voler scrivere ai ministeri competenti. Nel frattempo, nel carcere di Canton Mombello a Brescia è stata riaperta la mensa dopo la chiusura di alcune settimane per aver riscontrato una serie di anomalie.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.